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Ghiacciaio Marmolada, il crollo del seracco è una strage del clima

Il crollo del seracco del ghiacciaio della Marmolada è una strage del clima. Serve un’altra tragedia simile per farci capire quanto stia cambiando il clima? Oppure vogliamo negarlo anche questa volta? Da tempo gli scienziati hanno lanciato un grido di allarme per lo stato di salute dei ghiacciai alpini, estremamente sensibili alla crisi climatica. La loro riduzione, in atto da circa 150 anni, negli ultimi 20 anni sta drammaticamente accelerando, diventando agli occhi di tutti la manifestazione più evidente del cambiamento climatico.

Fa troppo caldo ed è caduta troppa poca neve. Le temperature che stiamo raggiungendo anche ad alta quota sono davvero terrificanti: sulla vetta della Marmolada, a quota 3.250 metri, il termometro ha raggiunto i 10,5 gradi domenica 3 luglio.

Episodi eccezionali oggi, ma che diventeranno la norma domani: ondate di calore come questa e prolungati periodi di siccità saranno infatti sempre più frequenti a causa della crisi climatica. Lo continuano a ripetere i principali esperti e climatologi del Mondo: l’area del Mediterraneo è un hot spot del riscaldamento globale.

Il crollo del seracco del ghiacciaio della Marmolada è una strage climatica

«Il caldo è davvero eccessivo anche sulle nostre montagne – commenta Serena Giacomin, meteorologa e climatologa di Meteo Expert – IconaClima -. Lo zero termico è ancora intorno alla quota di 4000 metri: al di sotto di questa quota le temperature sono nettamente al di sopra dello zero. Con queste temperature la neve va in fusione e i ghiacciai vanno in estrema sofferenza, mostrando le loro vulnerabilità. Oltre alle temperature massime, che a quota 3250 metri sulla Marmolada hanno superato i 10 gradi, anche le temperature minime si mantengono molto elevate, con 6 gradi di temperatura minima sulla Marmolada. Questo vuol dire che in questi giorni le temperature sono restate sempre al di sopra degli zero gradi e questo sta creando notevoli problemi all’ecosistema della montagna».

marmolada temperatura
Temperature sulla Marmolada. Fonte Arpa Veneto

Ma cos’è successo sulla Marmolada? Cos’ha provocato questo improvviso crollo? «Il caldo estremo di questi ultimi giorni, con questa ondata di calore dall’Africa – spiega il glaciologo Renato Colucci dell’Istituto di scienze polari del Cnr – ha verosimilmente prodotto una grossa quantità di acqua liquida da fusione glaciale alla base di quel pezzo di ghiacciaio che in realtà è una “pancia”: infatti è, o era, una via che si chiama proprio Pancia dei Finanzieri. Siamo quindi proprio nelle condizioni peggiori per distacchi di questo tipo, quando c’è tanto caldo e tanta acqua che scorre alla base. Non siamo ancora in grado di capire se si tratti di un distacco di fondo del ghiacciaio o superficiale, ma la portata sembra molto importante, a giudicare dalle prime immagini e informazioni ricevute. L’atmosfera e il clima, soprattutto al di sotto dei 3.500 metri di quota, è in totale disequilibrio a causa del “nuovo” clima che registriamo e quindi, purtroppo, questi eventi sono probabilmente destinati a ripetersi nei prossimi anni e anche per questa estate dobbiamo mantenere la massima attenzione».

Ghiacciaio Marmolada. Foto: Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS
Ghiacciaio Marmolada. Foto: Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS

«Il ghiacciaio è un indicatore ambientale estremamente sensibile e fornisce segnali attendibili e rapidi sui mutamenti climatici a livello locale e globale. Il suo ciclo di vita è infatti fortemente condizionato dalle nevicate invernali, che alimentano la massa nei settori superiori (bacino collettore), e dalle temperature estive, che determinano la perdita di massa per fusione nei settori a più bassa quota (bacino ablatore)», spiega Laura Bertolani, meteorologa di Meteo Expert – IconaClima.

marmolada ghiacciaio prima e dopo
Confronto fotografico del ghiacciaio della Marmolada nel 1910 e nel 2021. Fonte Storie Minerali

«Il materiale perso per fusione nei settori inferiori viene ripristinato dalla massa che il ghiacciaio trasporta nel suo naturale scivolamento verso valle. Se la massa persa per fusione nei settori inferiori è maggiore della massa accumulata nel bacino collettore (bilancio di massa negativo) il ghiacciaio si ridurrà, sia assottigliando il proprio spessore, sia ritirando progressivamente verso monte il suo limite inferiore, la fronte glaciale. La risposta del ghiacciaio non è immediata, ha una inerzia di 10-30 anni, e occorrono diversi anni di bilancio negativo per assistere ad una regressione. Come ampiamente documentato dalla comunità scientifica, sull’intera catena alpina, e non solo, il regresso glaciale in atto sta progressivamente distruggendo i ghiacciai, provocando l’estinzione di quelli più piccoli e la frammentazione di quelli più grandi».

Il ghiacciaio della Marmolada scomparirà

Marmolada ghiacciaio
Ghiacciaio Marmolada. Foto: Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS

Secondo i dati rilevati dalla carovana dei ghiacciai di Legambiente del 2020, al Ghiacciaio della Marmolada restano pochi anni di vita: secondo le stime potrebbe scomparire già entro il 2050. Nell’arco di quasi un secolo il ghiacciaio ha perso più dell’85% del suo volume, e tra 20 o 30 anni potrebbe sparire del tutto. Fino al 2000 gli esperti stimavano il suo completo esaurimento nell’arco di un secolo. Negli ultimi 10 anni infatti si è assistito ad una accelerazione dei fenomeni della fusione glaciale, tanto da ridurre significativamente il tempo stimato per la sua definitiva scomparsa.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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