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Cambiamenti climatici, le cose potrebbero essere peggiori di quanto abbiamo pensato finora

I modelli più avanzati rivelano che gli scenari più pessimistici che erano stati elaborati finora potrebbero essere stati, in realtà, troppo ottimistici

Gli scenari più pessimistici sui cambiamenti climatici potrebbero rivelarsi troppo ottimistici. Dati più recenti suggeriscono infatti che il clima è molto più sensibile alle emissioni di carbonio nell’atmosfera rispetto a quanto si pensasse in precedenza.

Il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici sta analizzando i dati forniti dai modelli di oltre venti istituzioni per realizzare una nuova valutazione che sarà pubblicata l’anno prossimo. Le prime notizie che arrivano dai tavoli di lavoro sono preoccupanti: rispetto all’ultima valutazione, che risale al 2014, risulta che l’aumento dell’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera avrebbe sul clima un impatto molto più importante rispetto a quanto era stato stimato in precedenza. In particolare, parte dei modelli mostra un aumento da 3 a 5 gradi della “sensitività climatica”, parametro usato dai climatologi per esprimere come la temperatura media globale cambi in relazione al raddoppio della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera.

A generare proiezioni su scenari con una sensitività climatica così elevata sono stati molti dei principali organismi di ricerca sul clima del mondo: tra questi, l’Hadley Centre del Met Office e il Community Earth System Model europeo.
Poiché le ipotesi sulla sensitività climatica erano rimaste pressoché invariate dagli anni Ottanta, questo brusco cambiamento ha allarmato molti osservatori.

cambiamenti climatici anidride carbonica emissioni
Unsplash/Thomas Millot

Citato dal Guardian, il direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, Johan Rockström, ha espresso la sua preoccupazione descrivendo la sensitività climatica come «il Sacro Graal della scienza del clima. È il principale indicatore del rischio climatico – ha spiegato – e per 40 anni è stato di circa 3°C. Ora, improvvisamente, stiamo iniziando a vedere che i grandi modelli climatici sui migliori supercomputer mostrano che le cose potrebbero essere peggiori di quanto pensassimo».

Con una sensitività climatica al di sopra dei 5 gradi, ha sottolineato Rockström, anche l’efficacia delle azioni umane volte a ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici sarebbe inferiore: «non avremmo più spazio per un “atterraggio morbido” di 1,5°C» al di sopra dei livelli preindustriali, ha spiegato.

«Più cose impariamo – ha osservato il direttore del Potsdam Institute – più il sistema terrestre appare fragile, e più velocemente dobbiamo muoverci». Le nuove stime forniscono motivazioni ancora più forti «per uscire da questa crisi del Covid-19 muovendoci a tutta velocità verso la decarbonizzazione dell’economia».

cambiamenti climatici e nuvole
Unsplash/Marcus Dall Col

Il ruolo delle nuvole nei cambiamenti climatici potrebbe essere più rilevante del previsto

Timothy Palmer, professore di fisica climatica all’Università di Oxford e membro del comitato consultivo del Met Office, ha detto che inizialmente il risultato inaspettato ha portato molti scienziati a chiedersi se ci fosse un bug nel codice. In realtà, i modelli suggeriscono che sono le nuvole ad avere un impatto maggiore del previsto.

Nei precedenti rapporti l’IPCC tendeva a considerare come neutro il ruolo delle nuvole, perché possono avere sia effetti di riscaldamento che effetti di raffreddamento, e gli scienziati ipotizzavano che si sarebbero annullati a vicenda. Di recente, però, l’elaborazione dei dati concessa da modelli più avanzati ha rivelato che, in realtà, gli effetti di riscaldamento prevarranno su quelli di raffreddamento. «Le nuvole determineranno il destino dell’umanità», ha detto Palmer, e ha avvertito che «i modelli più recenti suggeriscono che le nuvole peggioreranno le cose».

«Dobbiamo ridurre le emissioni il più rapidamente possibile», ha sottolineato Palmer in un articolo pubblicato sulla rivista Nature, spiegando che il nuovo modello Hadley Centre del Met Office, che ha stimato una sensitività climatica superiore ai 5 gradi, è stato testato con successo nelle previsioni meteorologiche a breve termine. Mentre nei modelli precedenti queste verifiche avevano evidenziato alcuni difetti, nell’ultimo caso i risultati hanno rafforzato le stime. «Bisogna prendere sul serio questa elevata sensitività climatica», ha avvertito Palmer.

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Valeria Capettini

Sono nata a Milano nel 1991 e sono da sempre appassionata di giornalismo e scrittura. Dal 2016 lavoro con Meteo Expert, un’esperienza che mi ha insegnato tanto e che mi ha permesso di avvicinarmi all’affascinante mondo della meteorologia e della climatologia, offrendomi l’eccezionale opportunità di lavorare fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore. Dopo essermi diplomata al liceo classico, nel 2014 mi sono laureata in Lettere moderne con una tesi sul Giornalismo e sul ruolo dei social media in questo mondo. Nel 2017 mi sono laureata in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse con una tesi sulla brand personality.

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