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Emergenza climatica, cosa contiene la mozione approvata dal Senato

Mozione approvata per intero. Il Ministro Costa: “l’ambiente non ha colore politico. Ci si è confrontati in modo sereno, istituzionale e garbato per trovare un percorso insieme”.

“La rivoluzione verde appartiene a tutto il Parlamento: non è una battaglia solo della maggioranza ma ora coinvolge anche l’opposizione”, con queste parole il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa commenta l’approvazione della mozione contenente le misure per affrontare l’emergenza climatica da parte del Senato.

Approvate dunque una serie di misure che impegneranno il Governo nell’affrontare l’emergenza climatica, in particolare il Senato ha riconosciuto l’urgenza di intervenire in maniera tempestiva ma sopratutto in ottica integrata, ovvero considerando i rischi del cambiamento climatico insieme ad altri rischi naturali rappresentati dal rischio sismico, idrogeologico e vulcanico, unitamente alla valorizzazione del patrimonio abitativo. Nel dettaglio le 22 iniziative presentate con la Mozione:

1) riconoscere la necessità di intervenire per affrontare l’emergenza ambientale e climatica nel nostro Paese ed operare, in raccordo con il Parlamento, per consentire in tempi rapidi e certi, nel rispetto delle indicazioni scientifiche e degli accordi internazionali, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera e la progressiva decarbonizzazione dell’economia;

2) accelerare la realizzazione degli interventi di mitigazione ed adattamento al cambiamento climatico, in particolare sul fronte della prevenzione del dissesto idrogeologico;

3) sostenere l’azione parlamentare tesa all’inserimento del principio della tutela della natura, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile nella Costituzione;

4) rafforzare le misure contenute nel piano nazionale integrato per l’energia e il clima per dare piena attuazione agli impegni adottati nell’ambito dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici;

5) procedere alla ricognizione degli incentivi esistenti per l’efficientamento energetico, anche per favorire l’utilizzo migliore delle tecnologie esistenti per aumentare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, incrementare lo sviluppo del solare fotovoltaico, la valorizzazione delle aree verdi e per il sostegno all’utilizzo di tecniche e materiali di edilizia ecocompatibile, adottando le iniziative necessarie per la loro razionalizzazione e stabilizzazione e favorire l’autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili;

6) attuare ogni misura che favorisca la transizione dall’economia lineare verso un modello di economia circolare basato su un uso efficiente delle risorse naturali, su una corretta gestione dell’acqua e su un virtuoso ciclo dei rifiuti che punti, nel rispetto della gerarchia europea, alla riduzione, al riuso e al recupero di materia ed energia, rispettando i tempi per il recepimento nell’ordinamento giuridico nazionale delle direttive europee del “pacchetto economia circolare” che permetta di prolungare la durata, l’uso condiviso e la riparazione dei prodotti, incrementando il riciclo e migliorando l’impiego e l’innovazione dei materiali riciclati e delle tecnologie di produzione, nonché, in materia di rifiuti, di imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici, veicoli fuori uso e pile, che riduca il conferimento in discarica e favorisca raccolta e gestione differenziata dei rifiuti;

7) pervenire alla progressiva riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD) di cui alla legge 28 dicembre 2015, n. 221, attraverso un percorso di transizione che contempli ipotesi alternative e compensative con carattere di sostenibilità, come previsto dall’art. 1, comma 98, della legge di bilancio per il 2020 (di cui alla legge n. 160 del 2019), con l’obiettivo di salvaguardare, innovare e rafforzare le attività produttive collegate, con misure volte alla loro conversione ecologica, a cominciare dall’agricoltura;

8) elaborare politiche di trasporto, edilizia e modelli produttivi sostenibili che rispondano in maniera coerente alla necessità di adattamento ai cambiamenti climatici e che coinvolgano Regioni e Comuni;

9) favorire la transizione verso un sistema di trasporto pubblico sostenibile e verso la mobilità elettrica, pubblica e privata, con l’obiettivo della completa decarbonizzazione (emissioni zero) del settore;

10) attuare, al fine di ridurre gli sprechi energetici, un percorso di ecoefficienza energetica da applicare al patrimonio pubblico e privato;

11) intervenire in materia di politica industriale e di riqualificazione del settore manifatturiero, sostenendo e favorendo la transizione equa e giusta verso un modello economico-produttivo ecologicamente sostenibile;

12) adottare, nell’ambito delle proprie competenze, ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell’economia fissando come obiettivo l’impatto climatico zero entro il 2050, come indicato dalla strategia a lungo termine dell’Unione europea per la riduzione delle emissioni di gas serra (COM(2018) 773 del 28 novembre 2018);

13) promuovere lo sviluppo di sistemi ecoefficienti di produzione ricorrendo alla bioeconomia e all’ecodesign;

14) realizzare un grande programma di investimenti pubblici orientati ai principi della sostenibilità ambientale, con azioni di riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici e privati;

15) favorire le politiche di rigenerazione urbana delle città e del tessuto urbano, di tutela dei beni culturali, paesaggistici e degli ecosistemi, di contrasto al nuovo consumo di suolo e all’abusivismo edilizio, stabilendo modalità e certezze per la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico, abbandonando il modello dell’urbanistica espansiva e adottando una nuova governance che agevoli le procedure che favoriscono l’innovazione;

16) individuare, in particolare, le azioni e le politiche di mitigazione e adattamento del territorio con uniformità di indirizzi in tutto il Paese ma con considerazione specifica per quelle aree del Paese sottoposte a più forte rischio idrogeologico o soggette con frequenza a eventi meteorologici estremi dagli effetti devastanti su uomini, attività economiche e territorio;

17) garantire un adeguato utilizzo i fondi a disposizione del nostro Paese, combinando contributi europei previsti nella programmazione europea, anche per il periodo 2021-2027, e risorse nazionali, per accompagnare la transizione e il superamento dell’utilizzo dei combustibili fossili, con l’attuazione della strategia energetica nazionale che punti sul risparmio e sull’efficienza energetica e sull’utilizzo su larga scala delle energie rinnovabili;

18) realizzare un piano strutturale di messa in sicurezza del territorio, con politiche di prevenzione e mitigazione del rischio e di adattamento ai cambiamenti climatici;

19) promuovere, in particolare, lo sviluppo della filiera agricola biologica e delle buone pratiche agronomiche, in modo da ridurre l’impatto della chimica nel suolo e tutelare le risorse sotto il profilo qualitativo e quantitativo, aumentare e mantenere la qualità del territorio, la fertilità organica del suolo ed il sequestro di carbonio;

20) favorire l’occupazione giovanile attraverso l’introduzione di incentivi e agevolazioni fiscali per le imprese che assumono a tempo indeterminato giovani per svolgere attività finalizzate alla salvaguardia delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione del territorio e alla gestione delle emergenze, nonché all’implementazione delle fonti di energia rinnovabili e allo sviluppo della economia circolare;

21) attuare la strategia nazionale per Io sviluppo sostenibile, rendendo pienamente operativa la cabina di regia “Benessere Italia”, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2019;

22) farsi promotore nelle opportune sedi internazionali, tra le quali rivestirà importanza particolare il prossimo incontro della conferenza delle parti della convenzione internazionale sui cambiamenti climatici che si terrà a Glasgow nel novembre 2020 (Cop26), in accordo e coordinamento con le istituzioni europee, di ogni necessaria azione che permetta di giungere al traguardo dell’adozione di un quadro normativo vincolante e condiviso per l’attuazione dell’accordo di Parigi, e più in generale di politiche a livello globale tese ad un reale cambio di direzione in tutti i settori dell’economia che consenta, in tempi rapidi e certi, nel rispetto delle indicazioni scientifiche entro un accordo internazionale, la transizione energetica verso la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e la progressiva e rapida decarbonizzazione dell’economia.

In un post sulla pagina Facebook ufficiale del Ministro Costa si legge anche la soddisfazione per i nuovi impegni in seno al Governo, “sono sicuro che anche il Parlamento, che è sovrano, sarà ancora più unito di prima per una lotta che non ha e non deve avere colori politici” conclude in merito il Ministro dell’Ambiente prendendo atto dell’esposizione crescente del nostro Paese, e non solo, ad una maggiore frequenza di eventi climatici estremi, alluvioni, siccità, ondate di calore, innalzamento del livello del mare, che causano lutti e danni economici a persone, animali e interi sistemi produttivi.

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Elisabetta Ruffolo

Nata a Milano, classe 1989, laureata in Management Pubblico presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano, conclude il suo percorso accademico con un elaborato in diritto dell'economia su "La normativa europea sull'equity crowdfunding: problemi e prospettive". Approda a Meteo Expert nel 2016 dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico, per le quali è responsabile di produzione. E' responsabile editoriale dei contenuti di IconaClima e IconaMeteo. Studia gestione e comunicazione della sostenibilità presso l'Alta scuola per l'Ambiente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

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