MeteoTecnologia e innovazione

Previsioni del tempo, com’erano un quarto di secolo fa? Il racconto di un meteorologo

La svolta per le previsioni del tempo, raccontata da chi l'ha vissuta sul campo: l'entusiasmo del cambiamento e la passione per un mestiere in continua evoluzione anche per il travolgente sviluppo tecnologico e di Internet che ha portato grandi cambiamenti in molte attività umane

Il 15 settembre 2020, Meteo Expert, conosciuta sino al 2018 come Centro Epson Meteo, ha compiuto 25 anni. Nata all’interno di Epson Italia nel 1995, è diventata pochi anni dopo un centro autonomo di ricerca applicata in campo meteorologico e climatologico, portando nelle case degli italiani le previsioni del tempo e facendosi conoscere nel panorama nazionale e internazionale con numerosi progetti e collaborazioni. Il nome Meteo Expert nasce nel 2018, e, l’anno successivo, viene fondata una propria testata giornalistica con una specifica attenzione allo studio e all’evoluzione delle previsioni del tempo e del clima con l’accoppiata IconaMeteo e IconaClima che quotidianamente ci accompagnano nell’evoluzione dei fenomeni atmosferici.

Ma come è cambiato il modo di fare le previsioni del tempo in questo quarto di secolo? In occasione di questo compleanno un po’ speciale, sono riemersi dei preziosi ricordi di chi, per anni, si è dedicato allo studio dell’atmosfera e ad elaborare le previsioni del tempo, ovvero i meteorologi.

Così il meteorologo Giovanni Dipierro ci riporta indietro nel tempo, raccontandoci dei primi anni 90 quando il mondo era ancora per lo più analogico e iniziavano a circolare i primi bollettini targati Epson.

“I primi bollettini meteo disseminati nel mondo dell’informazione italiana e targati Epson sono anche antecedenti al 1995, parliamo del ‘93-94, solo un paio di anni prima ma che a ricordarli oggi, sembrano comunque anni luce perché si va in epoca in cui Internet era poco sviluppata. Eh sì! perché internet come la conosciamo oggi non c è sempre stata. 
Epson si appoggiava per il servizio ad una struttura i cui uffici erano situati in cima all’arco d’ingresso della galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Le previsioni erano già targate col. Giuliacci, il quale si alternava con qualche collega dell’aeronautica tra cui il col.Foglia. Il colonnello Giuliacci, si avvaleva anche della collaborazione di giovani assistenti, tra cui la nostra Laura Bertolani e, occasionalmente, di qualche laureando, come il sottoscritto e Simone Abelli.”

Un luogo suggestivo e una palestra importante per i giovani che si approcciavano con entusiasmo a questo mestiere che, a tratti, poteva sembrare quasi una sfida tra l’uomo e l’atmosfera. Così continua Giovanni.

“Il rumore di fondo quasi perenne dell’ufficio era quello delle stampanti ad aghi, che stampavano le carte meteorologiche ricevute via radio. Minuti per ogni carta che conteneva non solo i parametri meteo, ma ogni tipo di interferenza. Morale della favola, la stampante partoriva scarabocchi in bianco e nero che gli assistenti, armati di pennarelli, matite colorate e tanta buona volontà, cercavano di tradurre in mappe comprensibili e di rapido utilizzo per il colonnello: e via a ricalcare isolinee di ogni tipo fino a che ti accorgevi che i 10 gradi di temperatura che stavi evidenziando avevano la strana forma del contorno geografico della Spagna! Un lavoraccio, come potrete ben immaginare, i tempi di produzione erano di gran lunga molto più dilatati rispetto a quelli odierni, mattinate intere per arrivare alla previsione del dopodomani.”

Un mondo in continua evoluzione quello delle previsioni del tempo e delle scienze dell’atmosfera e del clima. Nel 1995 infatti, si era già voltata una nuova pagina del modus operandi. Giovanni ricorda ancora.

“Io il 15 settembre del 1995 non c’ero, ero andato a servire la patria, ma quando ho ripreso i contatti l’anno successivo il “nostro” mondo era cambiato, anzi direi stravolto. L’evoluzione tecnologica e dei computer, la rete internet e l’accesso a miriadi di dati in pochi minuti ti mettevano sul tavolo decine di mappe colorate e ben definite che oggi si danno per scontate. Vi assicuro che ho strabuzzato gli occhi quando il colonnello me le mostrò orgogliosamente la prima volta. 
Comunque mi sento di dire che 25 anni fa uno degli ingredienti fondamentali, oltre ovviamente alle capacità e idee illuminate di persone come il colonnello e di Raffaele Salerno (attuale direttore scientifico e AD di Meteo Expert. ndr), per la nascita del Centro Epson Meteo è stata proprio l’evoluzione digitale e di internet”

Così un mondo sempre più digitale e interconnesso, grazie a internet, ha cambiato il lavoro e gli strumenti di chi realizza le previsioni del tempo. Un cambiamento accolto con entusiasmo con un lungo cammino portato avanti (per un quarto di secolo!) con la passione e la dedizione di sempre. Oggi, seppur con qualche comodità in più dovuta al progresso tecnologico, il lavoro di Meteo Expert continua incessantemente, grazie alla ricerca e alla innovazione da sempre presenti all’interno della nostra Società, ci si prepara alle prossime rivoluzioni tecnologiche e digitali, pronti a cogliere le opportunità che tali sfide ci porranno davanti.

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Elisabetta Ruffolo

Nata a Milano, classe 1989, laureata in Economia & Management Pubblico presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano, conclude il suo percorso accademico con un elaborato in diritto dell'economia su "La normativa europea sull'equity crowdfunding: problemi e prospettive". Approda a Meteo Expert nel 2016 dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico, per le quali è responsabile di produzione. E' responsabile editoriale dei contenuti di IconaClima e IconaMeteo. Studia gestione e comunicazione della sostenibilità presso l'Alta scuola per l'Ambiente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

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