Non basta piantare alberi: conta dove e in Pianura Padana la priorità è alta
Uno studio ricorda un principio noto a chi si occupa di rigenerazione ambientale: piantumare alberi non significa sempre portare maggiore biodiversità
Piantare alberi è diventato uno dei gesti simbolo della lotta al cambiamento climatico; eppure una ricerca pubblicata il 13 aprile su Restoration Ecology ricorda che il “dove” conta almeno quanto il “quanti”. Lo studio, firmato da Chiara Gibertini e colleghi sotto il coordinamento di Giorgio Vacchiano (Università degli Studi di Milano), ha coinvolto anche Stefano Boeri Architetti, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Politecnico di Milano e l’Università di Sassari.

I ricercatori hanno analizzato l’intero territorio italiano con una griglia di un km², incrociando dati su uso del suolo, clima, densità abitativa, qualità dell’aria e copertura vegetale. Ne sono uscite quattro mappe di priorità distinte: connettività ecologica, salute umana, mitigazione climatica e regolazione del ciclo idrico.

Piantare alberi ovunque non garantisce automaticamente un guadagno ecologico
Il risultato più rilevante è che solo il 13% delle superfici potenzialmente idonee a nuovi impianti risulta prioritario per almeno due obiettivi contemporaneamente. Le aree migliori per sequestrare carbonio non coincidono necessariamente con quelle più utili per la biodiversità o per la salute pubblica. Questo significa che piantare alberi ovunque non garantisce automaticamente un guadagno ecologico: trasformare ogni spazio libero in bosco può cancellare prati, zone umide e altri habitat aperti altrettanto preziosi.

La Pianura Padana è tra le aree in cui intervenire è più utile
In questo quadro la Pianura Padana emerge con forza. Non è la zona italiana più efficace per lo stoccaggio di carbonio, primato che spetta alle fasce montane, collinari alpine e appenniniche, ma risulta prioritaria in almeno tre delle quattro mappe. È un paesaggio fortemente frammentato, quindi strategico per ricostruire connessioni ecologiche. Viene considerata una tra le aree più critiche per la salute umana a causa dell’inquinamento atmosferico e dell’effetto isola di calore ed è centrale per la regolazione idrica in un territorio sempre più esposto a siccità e alluvioni improvvise. Piantare qui significa intervenire dove vive la maggioranza della popolazione e dove i benefici ambientali e sanitari si moltiplicano.

KilometroVerdeParma tra piantumazioni e formazione
È esattamente la logica che da anni guida KilometroVerdeParma, il Consorzio Forestale che riunisce imprese e istituzioni della provincia di Parma. In cinque anni il Consorzio ha già messo a dimora oltre 100.000 alberi e arbusti, restituendo connettività e servizi ecosistemici a uno dei paesaggi agricoli più intensivi e frammentati d’Europa. Parallelamente ha puntato sulla formazione: con il progetto We Tree ha coinvolto più di 14.000 studenti in percorsi dedicati al valore degli alberi e alla cura del verde urbano e periurbano.
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“I dati della ricerca pubblicata su Restoration Ecology confermano scientificamente quello che a KilometroVerdeParma sperimentiamo ogni giorno sul campo: in Pianura Padana piantare alberi nei punti giusti non è un gesto simbolico, ma un intervento necessario per la salute delle persone e per l’equilibrio del territorio. Per questo continuiamo a investire non solo nella messa a dimora di nuovi alberi, ma anche nella formazione delle nuove generazioni, che con il progetto We Tree ha già coinvolto oltre 14.000 studenti” ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma.

Non piantare ovunque ma piantare dove serve
Lo studio offre così una validazione esterna a un approccio già consolidato: non piantare ovunque ma piantare dove serve, con obiettivi chiari e misurabili. In un dibattito pubblico che rischia di trasformare la riforestazione in una gara di numeri, la ricerca e l’esperienza di KilometroVerdeParma convergono sullo stesso punto: la qualità della pianificazione è almeno altrettanto importante della quantità di alberi messi a dimora.