ApprofondimentiClimaGhiacciPrimo Piano

Polo Nord: il ghiaccio artico ai minimi storici per il secondo anno consecutivo

A marzo 2026 l’estensione dei ghiacci nell’artico ha raggiunto il valore più basso in quasi 50 anni di osservazioni, pareggiando il record precedente. Gli scienziati confermano un declino a lungo termine legato al riscaldamento globale, con trend negativi che riducono la calotta del 12,5% ogni decennio. Questo allarme sottolinea l’accelerazione dei cambiamenti climatici nel zona più a nord del pianeta.

L’Artico sta affrontando una crisi senza precedenti: per il secondo anno di fila, l’estensione dei ghiacci artici ha toccato i minimi storici. A marzo 2026, secondo le rilevazioni satellitari, la calotta glaciale ha registrato un valore record negativo, pari al più basso in quasi 50 anni di monitoraggio continuo. Questo fenomeno riflette un declino persistente della copertura nevosa e glaciale, aggravato dal riscaldamento globale.

Dati record del 2026 e confronti storici

Le osservazioni indicano che marzo 2026 ha segnato un’estensione minima dei ghiacci artici, condividendo il primato negativo con l’anno precedente. Questo segue un trend decennale di contrazione del 12,5% per la calotta polare, con una perdita media annua di oltre 77.800 km², equivalente a tutta la Serbia. Nel 2023, ad esempio, mancavano quasi 2 milioni di km² di ghiaccio rispetto alla media 1981-2010, un’area vasta sette volte l’Italia, posizionando quell’anno come il sesto peggiore dal 1979. Similmente, il 2020 è stato il secondo anno più critico per l’estensione estiva, sfiorando il record del 2012.

Effetti del riscaldamento sul ghiaccio marino

Il riscaldamento globale sta trasformando l’Artico in un clima radicalmente diverso, con ghiacci più sottili, giovani e scarsi. Dal 2025, la calotta non scherma più efficacemente le acque dal calore atmosferico quando lo spessore è inferiore a 50 cm, riducendo la sua funzione isolante. Tra il 20° secolo e oggi, tra 360.000 e 970.000 km² di ghiaccio sono diventati troppo sottili per persistere in estate. Le temperature marine estive del 2020, ad agosto, erano 1-3°C sopra la media 1982-2010, accelerando lo scioglimento.

Trend a lungo termine e meccanismi di feedback

Il declino dei ghiacci artici è inarrestabile: ogni decennio la calotta si rimpicciolisce del 12,5% dal 1979, con minimi che si spostano temporalmente. Meccanismi di feedback amplificano il problema: la minore copertura riflette meno radiazione solare, aumentando l’assorbimento di calore e lo scioglimento. Nel 2020, effetti come questi si sono intensificati, con permafrost in erosione costiera e alterazioni biologiche. Scienziati come Donald Perovich notano un aumento di questi cicli viziosi, che moltiplicano i cambiamenti climatici.

Proiezioni e implicazioni ambientali

Previsioni indicano che un’Artico libero dai ghiacci in estate potrebbe arrivare nel 2035, 10 anni prima delle stime precedenti. Il ghiaccio vecchio e spesso non si ricostituisce adeguatamente in inverno, limitando la calotta efficace al 4-14% della superficie totale. Questi dati, dal NSIDC e NOAA, confermano un’estensione del ghiaccio ai minimi storici strutturali, con oscillazioni climatiche che potrebbero ritardare ma non invertire la tendenza. L’Artico, che si riscalda al doppio del resto del pianeta, segnala rischi globali per tutti gli ecosistemi e i livelli marini.

Articoli correlati

Back to top button