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Aprile 2026 in Italia molto mite e secco: i dati

Il Nord ha chiuso nel suo insieme con un’anomalia di -60%, si tratta del 3° aprile più secco della serie storica, dopo il 2011 e il 2007, alla pari con il 1980.

Le elaborazioni statistiche effettuate per stilare il presente report si basano sui dati synop della rete
di stazioni meteorologiche del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare / ENAV integrati, laddove necessario, con i dati della rete MeteoNetwork. Prosegue il trend di anomalie termiche mensili positive, con un aprile decisamente mite che ha fatto registrare uno scarto pari a +1.7°C sopra il valore medio climatico del trentennio 1991-2020, il 3° più elevato della serie storica dalla fine degli anni ’50 del secolo scorso, dopo il record del 2018 (+2.3°C) e il dato altrettanto notevole del 2007 (+2°C).

L’evoluzione della circolazione atmosferica a livello continentale ha visto prevalere le aree anticicloniche, spesso in rinforzo nel comparto centro-settentrionale (condizioni di blocco circolatorio) da dove hanno contribuito, col proprio carico di aria relativamente mite, a mantenere quasi sempre le temperature oltre la norma, in maniera particolarmente efficace al Centro-Nord (+2.7°C al Nord-Ovest – 2° valore più elevato dopo quello del 2007, +1.9°C al Nord-Est, +1.8°C al Centro), un po’ meno sulle regioni meridionali (+1.1°C al Sud e in Sardegna, +0.7°C in Sicilia). Le curve che illustrano l’andamento delle temperature nel corso del mese, in effetti, si trovano per lo più sopra il livello medio di riferimento, eccetto all’inizio e in una breve fase durante la terza decade, in seguito al temporaneo transito di masse d’aria più fredda. Nell’ambito dei dati synop è stato anche osservato un nuovo record storico di temperatura massima mensile, più precisamente nella stazione meteorologica di Torino Bric della Croce dove il termometro è salito fino a 26.7°C il giorno 8.

Per quel che riguarda le precipitazioni, a differenza dei piovosi primi tre mesi dell’anno, aprile è stato piuttosto asciutto, con un’anomalia di -35%, il 10° valore più basso della serie storica. A causa della frequente presenza di strutture di alta pressione, in particolare nelle configurazioni di blocco, sull’Italia sono transitate poche perturbazioni, solo cinque (compresa l’ultima di marzo, la tempesta Erminio, che ha insistito nei primi tre giorni del mese), proprio nel periodo centrale della primavera. Nonostante le scarse fasi piovose, si sono verificati alcuni episodi di forte maltempo, per lo più all’inizio e verso la metà del mese, che hanno portato locali accumuli di precipitazione sopra i livelli normali, anche più del doppio della media, in particolare fra Abruzzo, Molise, Puglia e zone limitrofe e in Sicilia; ad esempio 96 mm ad Amendola (+164%), 100 mm a Bari (+135%) e 82 mm a Palermo (+102%). Questi risultati hanno contribuito a far prevalere gli esuberi rispetto ai deficit al Sud (+22%) e in Sicilia (+36%), mentre nel resto del Paese hanno dominato i segni negativi (-64% al Nord-Ovest, -56% al Nord-Est, -37% al Centro, -53% in Sardegna).

Per il Nord, che ha chiuso nel suo insieme con un’anomalia di -60%, si tratta del 3° aprile più secco della serie storica, dopo il 2011 e il 2007, alla pari con il 1980. Una curiosità riguardo il periodo di Pasqua (quest’anno caduta il giorno 5 aprile), sta nel fatto che raramente si è vista una fase stabile e relativamente mite così prolungata e diffusa in tutto il Paese, in questo caso specifico esattamente dal 4 al 12 del mese, intorno alle festività pasquali. Per trovare situazioni simili, occorre tornare indietro alla Pasqua del 2020 (durante il lockdown per il Covid) e a quella del 2007 (in corrispondenza della primavera più calda della serie storica), ma in entrambi i casi, di durata inferiore rispetto all’evento di quest’anno.

Le condizioni caldo-siccitose di aprile stanno mantenendo elevata l’anomalia termica primaverile calcolata sul primo bimestre (+1.2°C) e hanno riportato verso la norma la quantità di precipitazioni (-3% di scarto nazionale, ma con ampie differenze fra il siccitoso Nord e il piovoso meridione). Anche dall’inizio dell’anno resta elevato il divario termico rispetto alla media (+1.4°C, fra i più ampi della serie), mentre si ridimensiona l’anomalia pluviometrica che, comunque, resta ancora piuttosto ampia (+36% equivalente a circa 22 miliardi di metri cubi di acqua in più del normale).

Simone Abelli

È meteorologo presso Meteo Expert dal 1999. Nel 1995 consegue la laurea a pieni voti in Fisica con una tesi sull’analisi statistica delle situazioni meteorologiche legate agli eventi alluvionali che hanno interessato l’Italia. Dal 1996 al 1998 svolge attività di ricerca nell’ambito del progetto europeo MEDALUS sul problema della desertificazione nel Mediterraneo. Dal 2008 al 2015, diviene uno dei meteorologi di riferimento delle reti televisive Mediaset. Principali pubblicazioni: “Il clima dell’Italia nell’ultimo ventennio” e “Manuale di meteorologia”.

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