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El Niño: secondo gli studiosi potrebbe essere il più forte degli ultimi 150 anni

Il 2026-2027 si annuncia come un biennio climatico di portata storica tra caldo record e fenomeni meteorologici estremi

L’attuale fenomeno climatico El Niño, fluttuazione naturale della temperatura superficiale del mare e dei venti nell’Oceano Pacifico tropicale, è destinato a diventare il più imponente degli ultimi 150 anni. L’ondata di calore sprigionata dall’oceano, combinata con il riscaldamento provocato dai cambiamenti climatici di origine antropica, renderà probabilmente il 2027 il più caldo mai registrato, oltre a innescare fenomeni meteorologici estremi in molte aree del mondo.

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Secondo gli esperti sarà El Niño più forte di sempre

Secondo un articolo pubblicato sul sito della rivista Nature il 23 luglio, i segnali di un’evoluzione eccezionale sono già emersi con chiarezza a partire da giugno 2026. Temperature superficiali del mare e regimi dei venti nell’Oceano Pacifico equatoriale si sono intensificati rapidamente. La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) americana stima una probabilità di quattro su cinque che entro la fine dell’anno si configuri un evento “molto forte”, con quasi certezza che le condizioni di El Niño persistano almeno fino ad aprile 2027.

Immagini satellitari mostrano la differenza tra le temperature medie della superficie del mare all’equatore nell’Oceano Pacifico tropicale durante la prima settimana di giugno 2026.
Fonte NOAA

Al momento stiamo osservando tutti i segnali di un’interazione atmosfera-oceano estremamente vigorosa in tutto il Pacifico equatoriale. Tutto ciò rafforza la nostra convinzione che assisteremo a un El Niño destinato a collocarsi tra i più intensi mai registrati” ha dichiarato Michelle L’Heureux, meteorologa NOAA responsabile del team dedicato alle previsioni ENSO, l’acronimo di El Niño-Southern Oscillation, il pattern climatico che riguarda l’Oceano Pacifico tropicale e l’atmosfera che lo sovrasta.

Anche il 2026 potrebbe essere un anno record per il caldo. Non solo: la sequenza di ondate di calore, siccità, inondazioni e incendi associata a El Niño avrà ripercussioni anche sulle economie. In base alle proiezioni di una serie di modelli climatici, il picco di questo El Niño è destinato a superare il precedente record con un margine davvero sbalorditivo. Non è da escludere che l’evento possa combinarsi con il cambiamento climatico portando le temperature medie globali del 2027 fino a 1,7°C al di sopra della media preindustriale” ha affermato Zeke Hausfather, climatologo di Berkeley Earth, organizzazione di ricerca no-profit della California.

Foto di WikiImages da Pixabay

“L’attuale fenomeno oltre a mettere sotto stress ecosistemi e oceani, e ridurre la quantità netta di carbonio che essi assorbono dall’atmosfera, potrebbe causare perdite economiche pari a 10.000 miliardi di dollari entro il 2032” ha concluso Justin Mankin, ricercatore climatico presso il Dartmouth College di Hannover.

Foto di Enrique da Pixabay

I prossimi mesi saranno decisivi

El Niño non è un fenomeno nuovo: ciclicamente altera i pattern meteorologici globali, portando piogge intense in alcune aree (come il sud dell’America e l’Africa orientale) e siccità in altre (Australia, Indonesia, parti dell’India e del Sud America). Ciò che rende eccezionale l’episodio in corso è la sua intensità prevista e il contesto di un Pianeta già più caldo di circa 1,2-1,3 °C rispetto all’era preindustriale. In queste condizioni, ogni nuovo picco di temperatura oceanica amplifica gli effetti e riduce i margini di adattamento delle società e degli ecosistemi. Gli scienziati continuano a monitorare l’evoluzione del fenomeno attraverso satelliti, boe oceaniche e modelli previsionali. I prossimi mesi saranno decisivi per capire quanto lontano arriverà questo El Niño e quali regioni subiranno i maggiori impatti. Una cosa, però, appare già chiara: il 2026-2027 si annuncia come un biennio climatico di portata storica.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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