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Potremmo superare molto presto la soglia di 1,5°C: un’azione concreta è sempre più urgente

Dal nuovo rapporto dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale emergono dati allarmanti: le temperature globali hanno il 50% di probabilità di superare 1.5°C di riscaldamento entro i prossimi 5 anni. Solo nel quinquennio precedente il rischio era del 10 per cento

Tra incendi senza precedenti, alluvioni e ondate di caldo da record in piena primavera, le immagini che arrivano dal mondo parlano chiaro: la crisi climatica avanza, senza fare sconti a nessuno.

Promesse mancate

Nel 2015 i leader del Pianeta, riuniti a Parigi, si sono impegnati a tutelare il nostro futuro con azioni volte a mantenere ben al di sotto dei 2 gradi l’aumento delle temperature rispetto ai livelli pre-industriali, puntando all’obiettivo più ambizioso di limitare il riscaldamento a 1.5°C.

Di passi avanti negli ultimi anni se ne sono visti, ma sono stati ben lontani dall’essere sufficienti. Invece di diminuire, le emissioni di gas climalteranti hanno continuato a crescere, con le concentrazioni di metano e anidride carbonica nell’atmosfera che hanno fatto registrare nuovi record. Invece di salvaguardarle, abbiamo continuato a distruggere foreste preziosissime.

crisi climatica

I risultati sono tutti i giorni sotto i nostri occhi, con le notizie che arrivano dall’Italia e dal mondo. A confermare la gravità della situazione e l’urgenza di azioni concrete è anche l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia. In uno studio pubblicato lunedì 9 maggio gli scienziati hanno rivelato che ci sono buone probabilità di raggiungere la soglia di 1.5°C di riscaldamento già entro i prossimi 5 anni.

Crisi climatica, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia

È quasi sicuro che almeno uno dei prossimi anni, tra il 2022 e il 2026, faccia segnare un nuovo record assoluto diventando l’anno più caldo mai registrato: secondo gli esperti la probabilità è altissima, del 93 per cento. Con la stessa probabilità la temperatura media quinquennale 2022-2026 sarà più elevata rispetto a quella degli ultimi 5 anni.

Il dato più impressionante del Global Annual to Decadal Cimate Update riguarda proprio la soglia che ci eravamo posti come limite con l’Accordo di Parigi. Dal 2015 a oggi abbiamo visto aumentare costantemente il rischio di superare il fatidico grado e mezzo, e ora abbiamo una probabilità del 50 per cento di oltrepassare temporaneamente questa soglia nel periodo tra il 2022 e il 2026. A sconcertare è proprio la crescita del rischio: per gli anni compresi tra il 2017 e il 2021 si stimava una probabilità del 10 per cento di superare l’1.5°C, adesso è quintuplicata.

Serve che la politica passi all’azione: finora le politiche non sono compatibili con gli obiettivi climatici

«Questo studio mostra con un alto livello di competenza scientifica che ci stiamo avvicinando notevolmente al raggiungimento temporaneo dell’obiettivo più basso dell’Accordo di Parigi sulla crisi climatica», afferma il segretario generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, il professor Petteri Taalas. Che ammonisce: «la cifra di 1,5°C non è una statistica casuale. È piuttosto un indicatore del punto in cui gli impatti climatici diventeranno sempre più dannosi per le persone e per l’intero pianeta».

«Finché continueremo a emettere gas serra, le temperature continueranno a salire. E contemporaneamente i nostri oceani continueranno a diventare più caldi e più acidi, il ghiaccio marino e i ghiacciai continueranno a fondersi, il livello del mare continuerà a salire e il nostro clima diventerà più estremo», avverte il prof. Taalas.

A questo punto è necessario che gli obiettivi dell’Accordo di Parigi siano una guida per le nazioni perché si eviti almeno di superare i 2 gradi. Finora, le politiche portate avanti dai governi sono state deludenti.

A tenere tracia dell’impegno delle nazioni per rispettare l’Accordo di Parigi e contrastare la crisi climatica è Carbon Action Tracker, che delinea uno scenario poco promettente.
Stando all’ultimo aggiornamento pubblicato nel maggio 2022, nessun paese del mondo ha politiche compatibili con l’obiettivo di limitare il riscaldamento entro 1,5°C. Obiettivo che i grandi del mondo hanno recentemente ribadito nel corso della COP26 che si è svolta a Glasgow.
La maggior parte delle nazioni ha politiche che risultano «altamente insufficienti». Tra queste l’Egitto, che a novembre ospiterà la prossima Conferenza sul clima. Gli Stati Uniti e i Paesi membri dell’Unione Europea, compresa dunque l’Italia, hanno politiche «insufficienti» a raggiungere l’obiettivo.

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Valeria Capettini

Nata a Milano nel 1991, mi sono laureata in Lettere per poi conseguire una laurea magistrale in Comunicazione. Dal 2021 sono iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Nel 2016 sono entrata a far parte della squadra di Meteo Expert: un'esperienza che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della climatologia lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore. La crisi climatica avanza, con conseguenze estremamente gravi sull’economia, sulla sicurezza e sulla vita stessa di un numero sempre maggiore di persone. Un'informazione corretta, approfondita e affidabile è più che mai necessaria.

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