Clima e mercati finanziariIniziative

Crisi climatica, una squadra di ricercatori italiani supporterà le banche centrali a valutare i rischi

Un team di ricercatori italiani supporterà le banche centrali a valutare i rischi dei cambiamenti climatici con lo sviluppo di nuovi modelli macroeconomici

I rischi legati ai cambiamenti climatici sono anche di tipo finanziario: ne sono sempre più consapevoli anche le banche centrali, la cui attenzione per questa tematica è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni. Per questo nel dicembre 2017 è stato istituito il Network for Greening the Financial System (NGFS), che comprende le maggiori banche centrali del mondo e i più importanti istituti di regolamentazione finanziaria, e di recente anche la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha sollecitato le banche centrali a contribuire alla lotta al cambiamento climatico.

Sulla scia di questo crescente interesse ha preso il via un progetto finanziato dall’International network for sustainable financial policy insights, research and exchange (Inspire), vedrà la partecipazione di CMCC, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, RFF-CMCC European Institute on Economics (Milano), Università Bocconi, Politecnico di Milano.

Unsplash/Jason Briscoe

Il coordinatore del progetto, Francesco Lamberti – ricercatore presso l’Istituto di Economia e il Dipartimento di Eccellenza EMbeDS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e scientist presso l’RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment di Milano – ha spiegato che i cambiamenti climatici comportano principalmente due classi di rischi per il sistema finanziario.

«Una è legata agli impatti fisici, si pensi alle perdite di valore degli immobili a causa di inondazioni o uragani, un’altra riguarda le instabilità che la transizione stessa può creare, soprattutto in settori altamente finanziarizzati come quelli ancora dipendenti in maniera massiccia dal carbone. Il problema principale – prosegue Francesco Lamperti – è che mancano modelli in grado di offrire valutazioni integrate di entrambe le classi di rischi e, soprattutto, che permettano di testare quali meccanismi di politica fiscale e monetaria siano necessari per gestirli».

Lo scopo del progetto in partenza è proprio quello di sviluppare un nuovo modello macroeconomico che permetta di analizzare insieme le diverse tipologie di rischio, che finora sono state esaminate in modo disgiunto, per tutto il sistema finanziario globale. «Durante il prossimo anno svilupperemo un nuovo approccio alla modellizzazione del rischio climatico per le dinamiche macroeconomiche – ha sottolineato Francesco Lamperti – e, in particolare, cercheremo di capire come la politica fiscale, la politica monetaria e quella macroprudenziale possano interagire in maniera sinergica per garantire una transizione rapida e ordinata verso un’economia a zero emissioni entro il 2050».

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Valeria Capettini

Nata a Milano nel 1991, mi sono laureata in Lettere per poi conseguire una laurea magistrale in Comunicazione. Dal 2021 sono iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Nel 2016 sono entrata a far parte della squadra di Meteo Expert: un'esperienza che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della climatologia lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore. La crisi climatica avanza, con conseguenze estremamente gravi sull’economia, sulla sicurezza e sulla vita stessa di un numero sempre maggiore di persone. Un'informazione corretta, approfondita e affidabile è più che mai necessaria.

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