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Al via Flight of the Osprey, la nuova spedizione di Sacha Dench, aka il “Cigno Umano”

La biologa e il suo staff seguiranno dalla Scozia all’Africa equatoriale la grande migrazione autunnale del falco pescatore, documentando gli effetti del cambiamento climatico e l’impatto dell’attività umana sulla fauna selvatica, gli habitat e le comunità che vivono lungo i diecimila chilometri del percorso.

Sacha Dench è Ambasciatrice delle Nazioni Unite per le Specie Migratorie e fondatrice dell’associazione Conservation Without Borders, con sede nel Devon (Regno Unito).
Biologa e conservazionista, è soprannominata “The Human Swan”, il cigno umano, per aver seguito i cigni di Bewick a bordo di un paramotore, un parapendio motorizzato, lungo l’intero percorso di migrazione, dalla Siberia al Regno Unito. La spedizione Flight of the Swans, del 2016, durò tre mesi e fornì una visione a volo d’uccello delle sfide che devono affrontare questi animali a rischio di estinzione.

Trailer della spedizione Flight of the Swans.

Quando completò l’ultimo tratto del lungo viaggio, dalla costa francese all’Inghilterra, Sacha divenne la prima donna ad attraversare con successo la Manica in paramotore.
Nel 2021, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’importanza di assumere un ruolo attivo nell’affrontare la crisi climatica, Sacha, in vista della COP26, decise di dare vita al progetto The Round Britain Climate Challenge: la circumnavigazione della Gran Bretagna con un paramotore elettrico.

Sacha Dench in volo durante l’iniziativa “The Round Britain Climate Challenge” – Crediti: Conservation Without Borders

Purtroppo, nelle fasi finali della spedizione l’attivista rimase gravemente ferita nella collisione in volo con un membro del suo staff, il cameraman Dan Burton, che perse la vita.
Malgrado soffra tuttora delle conseguenze dell’incidente, questa straordinaria donna ha deciso di mettersi ancora in gioco e di intraprendere una nuova e impegnativa impresa: Flight of the Osprey, il volo del falco pescatore.

Il falco pescatore, una specie vulnerabile in sfavorevole stato di conservazione in Europa

Diffuso in tutti i continenti, tranne in Antartide, il falco pescatore è un rapace di grandi dimensioni che si ciba quasi esclusivamente di pesce.
Le aree riproduttive europee si trovano prevalentemente in Scozia, Irlanda e nella Penisola Scandinava. Le popolazioni del Nordeuropa sono migratrici, alcune si fermano nel Mediterraneo durante l’inverno, ma la maggior parte raggiunge l’Africa equatoriale. Le popolazioni che nidificano a latitudini più basse sono invece sedentarie, come quella corsa.

Grazie all’istituzione di aree protette e diversi progetti di reintroduzione, qualche coppia di questo splendido animale è oggi presente anche in Italia, in Toscana, dopo che bracconaggio, urbanizzazione costiera, saccheggio dei siti riproduttivi e contaminazione da metalli pesanti e DDT negli anni ’70 del secolo scorso hanno portato la popolazione nidificante all’estinzione.

Il falco pescatore (Osprey) – Foto Pixabay by Iain Poole

Nel Regno Unito i falchi pescatori si estinsero come uccelli nidificanti nel 1840. Negli anni ‘50 del Novecento alcune coppie provenienti dalla Penisola Scandinava giunsero in Scozia e iniziarono a riprodursi. Da allora la popolazione è lentamente cresciuta ed ora si contano circa duecento coppie. Una di queste è seguita da migliaia di appassionati grazie ad una webcam che trasmette live dal nido, situato nella foresta che sorge vicino al Loch Arkaig, nelle Highlands scozzesi.

Flight of the Osprey, in viaggio dalla Scozia al Ghana per seguire la migrazione autunnale del falco pescatore

Gli uccelli migratori a lungo raggio sono tra gli animali più minacciati del pianeta e i più difficili da proteggere a causa della loro dipendenza da più habitat e paesi. Molti uccelli acquatici che utilizzano la rotta dell’Atlantico orientale sono in declino e alcuni sono a rischio di estinzione.

Le principali minacce per questi animali sono il degrado dell’habitat, il bracconaggio, l’inquinamento da pesticidi e plastiche, la collisione con le linee elettriche, l’intrappolamento nelle reti e le barriere ittiche nei corsi d’acqua.

Dalla ferma convinzione che queste minacce possono essere affrontate attraverso la consapevolezza di massa, il sostegno politico al cambiamento e la collaborazione internazionale, Conservation without Borders ha dato vita all’iniziativa Flight of the Osprey.

Si tratta di un progetto di conservazione innovativo, in collaborazione con agenzie delle Nazioni Unite, scienziati internazionali, media e governi: un lungo viaggio dall’Europa all’Africa sub-sahariana per accompagnare il falco pescatore nella sua epica migrazione autunnale attraverso ambienti diversi, dal deserto alle preziose zone umide, spesso non protette e degradate. L’obiettivo è raccogliere dati vitali sulle minacce affrontate da questo iconico rapace e altre specie migratrici e documentare l’impatto del cambiamento climatico e di altre attività umane sulla fauna selvatica, gli habitat e le comunità che vivono lungo i diecimila chilometri del percorso, coinvolgendo attivamente la popolazione locale e sensibilizzando il pubblico, che potrà seguire la spedizione passo dopo passo attraverso i media.

Le riprese, anche in diretta, le interviste e le fotografie della audace spedizione saranno condivise attraverso i social e i media locali, nazionali ed internazionali per portare nelle scuole e nella vita delle persone tematiche importanti come il cambiamento climatico, la perdita di habitat, il degrado delle zone umide e la caccia illegale.

Sacha Dench non potrà prendere il volo a bordo del suo paramotore a causa dei postumi dell’incidente, ma con il suo staff seguirà la migrazione via terra, mare ed aria (con droni), attraverso quattordici paesi, dal Moray Firth, il fiordo più esteso della Scozia, al Ghana. Il gruppo seguirà tre giovani falchi dotati di GPS e ad ogni tappa parlerà con esperti e comunità locali.

L’equipaggio ha già raggiunto la Francia e sta viaggiando su tre veicoli, tra cui un’ambulanza dell’esercito convertita, dotata di doccia e cucina, dipinta di bianco con sovrascritta una mappa del percorso e l’immagine dei falchi pescatori.

Laura Bertolani

Laureata in Scienze Naturali, nel 1997 è entrata a far parte del team di meteorologi di Meteo Expert. Fino al 2012, all’attività operativa ha affiancato attività di ricerca, occupandosi dell’analisi della performance dei modelli di previsione. Attualmente si dedica a quest’ultima attività, ampliata implementando un metodo di valutazione dell’abilità dei modelli a prevedere dodici configurazioni della circolazione atmosferica sull’Italia, identificate per mezzo di una rete neurale artificiale.

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