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Cambiamenti climatici: cosa ci aspetta? Gli scenari ipotizzati dagli scienziati

Le scelte che verranno prese dopo l'emergenza Coronavirus saranno decisive per l'andamento dei cambiamenti climatici

Con gli effetti dei cambiamenti climatici sempre più evidenti, è inevitabile porsi domande su cosa ci riserva il futuro e su quali criticità dovremo affrontare. Domande che diventano ancora più rilevanti oggi, in un momento in cui l’emergenza Coronavirus ha letteralmente fermato tutto il mondo e ci pone ora di fronte a un bivio per quanto riguarda la ripresa: potremo cogliere questa drammatica occasione per correggere la rotta senza ripetere gli errori del passato? O prevarrà la corsa a una ripresa economica il più possibile rapida, incurante degli effetti che le nostre azioni hanno sul Pianeta che viviamo e, di conseguenza, sulla nostra salute?

Se lo sono chiesti gli scienziati che hanno provato a immaginare il mondo che vivremo nel 2050: cosa vedremo guardandoci indietro?

Forse la tragedia vissuta in questi mesi rappresenterà il momento della svolta, il momento in cui la cooperazione delle nazioni che si sono unite per sconfiggere la pandemia ha dato inizio a una nuova era di collaborazione che ha visto le potenze del mondo lavorare insieme anche per prevenire il disastro climatico. Gli investimenti nelle energie rinnovabili e nelle nuove tecnologie potranno aver determinato una rapida diminuzione delle emissioni di gas serra, portando il mondo sulla strada giusta per limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.

Oppure no: forse quando nel 2050 guarderemo indietro vedremo che la pandemia non sarà servita a cambiare la strada seguita dall’umanità. Nonostante il calo brusco, ma temporaneo, registrato dalle emissioni nel 2020, i Paesi avranno deciso di rivolgersi ancora ai combustibili fossili per rilanciare le economie dopo la crisi. Le emissioni saranno tornate ad aumentare rapidamente dopo l’emergenza, e con loro le temperature: tanto che entro la fine del secolo potremo avere, a livello globale, anche 5 gradi in più rispetto ai livelli preindustriali.

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Al momento è impossibile sapere se, dopo l’emergenza Coronavirus, l’umanità si unirà e collaborerà per evitare una catastrofe climatica.

Interrogandosi su dove ci porteranno i cambiamenti climatici nei prossimi decenni, i ricercatori hanno sviluppato una serie di scenari che rappresentano i futuri possibili che l’umanità potrebbe trovarsi ad affrontare. L’obiettivo degli scienziati è quello di mostrare come le politiche che verranno attuate dopo l’attuale crisi potranno alterare le emissioni di carbonio, e di conseguenza le temperature che registreremo in tutto il Pianeta.

Quelli illustrati in precedenza sono sostanzialmente gli “estremi”: gli scenari più ottimistici descrivono un mondo in cui i governi saranno in grado di unire le forze puntando su tecnologie a basse emissioni di carbonio, così da contrastare i cambiamenti climatici e ridurre povertà e disuguaglianze. Dall’altro lato, gli scenari pessimistici elaborati dagli scienziati ipotizzano un mondo in cui, inseguendo a tutti i costi una crescita economica il più possibile rapida, i Paesi aumenteranno lo sfruttamento dei combustibili fossili: le emissioni di gas serra torneranno a crescere in modo insostenibile, e con esse la temperatura globale.

I risultati del lavoro degli scienziati sono stati illustrati su Nature e avranno un ruolo chiave nei negoziati in cui in futuro si traccerà la strada volta a ridurre le emissioni, così come previsto dagli Accordi di Parigi.

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Source: Adapted from Fig. 3, B. C. O’Neill et al. Geosci. Model Dev. 9, 3461–3482 (2016). Crediti: Nature
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Valeria Capettini

Sono nata a Milano nel 1991 e sono da sempre appassionata di giornalismo e scrittura. Dal 2016 lavoro con Meteo Expert, un’esperienza che mi ha insegnato tanto e che mi ha permesso di avvicinarmi all’affascinante mondo della meteorologia e della climatologia, offrendomi l’eccezionale opportunità di lavorare fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore. Dopo essermi diplomata al liceo classico, nel 2014 mi sono laureata in Lettere moderne con una tesi sul Giornalismo e sul ruolo dei social media in questo mondo. Nel 2017 mi sono laureata in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse con una tesi sulla brand personality.

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