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Le comunità costiere sono minacciate da un innalzamento del mare 4 volte maggiore del previsto

È la prima volta che uno studio calcola l'impatto della subsidenza sull'innalzamento del livello del mare a livello globale, e i dati sono allarmanti

Le comunità costiere stanno vivendo un innalzamento del livello del mare fino a quattro volte maggiore di quanto ci si aspettasse. L’allarme arriva da uno studio pubblicato di recente.

I calcoli fatti finora per prevedere l’innalzamento del livello del mare non erano sbagliati, ma non avevano tenuto conto del fatto che, nelle zone costiere più popolose, questo fenomeno si somma a un vero e proprio sprofondamento della terra. Si tratta di un fenomeno noto come subsidenza, per il quale il terreno tende ad abbassarsi, ed è dovuto in larga parte ad attività antropiche come il pompaggio delle acque sotterranee, l’estrazione di materiali dal terreno e la produzione di sedimenti.
Impressionanti i dati resi noti dallo studio, che è stato pubblicato su Nature: mentre negli ultimi decenni il livello del mare è aumentato mediamente di 2,55 millimetri all’anno, osservano i ricercatori, nelle aree costiere più popolate tale crescita varia dai 7,8 ai 9,9 mm all’anno, valori fino a 4 volte maggiori.

È la prima volta che uno studio calcola l’impatto della subsidenza sull’innalzamento del livello del mare a livello globale.
Robert Nicholls, autore principale della ricerca e direttore del Tyndall Center for Climate Change Research del Regno Unito, ha rivelato alla CNN che i risultati sono stati sorprendenti anche per gli stessi ricercatori. La situazione è grave soprattutto nelle zone dei delta dei fiumi: da una parte i fiumi portano i sedimenti verso il mare, concorrendo all’aumento del peso che si accumula sul terreno, e dall’altra determinano un aumento delle attività come il pompaggio delle acque sotterranee.

Le aree che finora sono state più colpite dall’innalzamento del livello del mare in relazione al cedimento del suolo sono soprattutto le zone costiere dell’Asia, dove si somma la presenza di molti fiumi a quella di città estremamente popolose.
Secondo i ricercatori «il sud, il sud-est e l’est dell’Asia ospitano il 71 per cento dell’intera popolazione costiera globale che vive al di sotto dei 10 metri di altitudine».
La situazione preoccupa anche gli Stati Uniti, dove si registra un maggiore innalzamento del livello del mare soprattutto nelle aree costiere della Louisiana e del Texas. Vicina al delta del Mississippi, New Orleans sta affondando.
Anche Miami trema, e si stima che sia la città dove si registrerebbero le perdite economiche più gravi al mondo. Per affrontare la minaccia la contea di Miami-Dade ha preparato un piano per affrontare l’innalzamento del mare prevedendo di alzare il livello delle strade e delle case, di creare spazi in cui far defluire l’acqua e costruire di più nelle zone lontane dalla costa.

Anche a Venezia si osserva una velocità di innalzamento maggiore della media globale a causa della subsidenza: tra il 1994 e il 2016 il mare si è alzato di circa 5,6 mm all’anno.

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Valeria Capettini

Nata a Milano nel 1991, mi sono laureata in Lettere moderne per poi conseguire una laurea magistrale in Comunicazione. Sono iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Nel 2016 sono entrata a far parte della squadra di Meteo Expert, allora conosciuto come Centro Epson Meteo: un'esperienza che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della climatologia lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore.

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