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L’alba del 2021, la sostenibilità come valore guida del nostro cammino

L'alba del nuovo anno è già ricca di sfide e opportunità. Condividere il valore della sostenibilità sarà un faro nel viaggio del cambiamento verso un mondo più equo e un pianeta più sano.

Ci siamo lasciati alle spalle un anno drammatico, un anno in cui tutte le fragilità delle nostre società e dei nostri stili di vita, sono venute prepotentemente a galla, fermate e condizionate da un nuovo virus: il Covid-19.

Coronavirus, Covid-19 e pandemia, sono le parole che hanno dominato la comunicazione e l’informazione del 2020. Un anno segnato da immagini drammatiche che hanno penetrato le coscienze e scosso il torpore morale in cui le nostre frenetiche vite spesso riversano.

Quante paure che credevamo di non poter provare abbiamo scoperto? Morire soli, ammalarsi, perdere tutto, allontanarci dai nostri genitori o nonni perché tra le categorie più fragili e più a rischio, temere di non poter proteggere i nostri figli dalle ansie e dai cambiamenti portati da un nemico invisibile.

Quante domande abbiamo iniziato a porci? Si può vivere sani in un mondo malato? Il modo in cui viaggiamo, consumiamo, produciamo, fa bene all’ambiente e alla salute? Siamo ancora capaci di costruirci un futuro?

Niente di questo mondo ci è indifferente e il rapporto causa-effetto si verifica per tutto ciò che facciamo.

E’ sempre possibile sviluppare una nuova capacità di uscire da sé stessi verso l’altro.
Senza di essa non si riconoscono le altre creature nel loro valore proprio, non interessa prendersi cura di qualcosa a vantaggio degli altri, manca la capacità di porsi dei limiti per evitare la sofferenza o il degrado di ciò che ci circonda. L’atteggiamento fondamentale di auto-trascendersi, infrangendo la coscienza isolata e l’autoreferenzialità, è la radice che rende possibile ogni cura per gli altri e per l’ambiente, e fa scaturire la reazione morale di considerare l’impatto provocato da ogni azione e da ogni decisione personale al di fuori di sé.
Quando siamo capaci di superare l’individualismo, si può effettivamente produrre uno stile di vita alternativo e diventa possibile un cambiamento rilevante nella società.

Enciclica Laudato Sì di Papa Francesco

In questa nuova alba dell’anno 2021, dobbiamo provare ad infrangere la coscienza isolata, a parlare meno di connessione e più di comunione, che non è termine di prerogativa religiosa ma di condivisione di valori, idee e casa. La casa comune, il nostro Pianeta. Il cambiamento, oltre che nei modelli economici e produttivi, deve avvenire anche in ottica etica e morale, religiosa e spirituale, per sanare la crisi della casa comune.

Di fatto, la pandemia è un rischio sistemico e come tale ha coinvolto e colpito nella loro interezza i sistemi cardine della società e dell’economia. L’altro rischio sistemico è il rischio climatico, un rischio multiforme in grado di riverberare sull’intera società ed economia. Colpirà tutti, ma non come un cigno nero, un evento raro, imprevisto e dirompente, ma come un cigno verde che con il pensiero e la progettazione a medio-lungo termine potrà essere contenuto e gestito.

L’efficacia del contenimento, dipenderà in larga parte da quanto le azioni verranno condivise e perseguite da ogni paese, da ogni cittadino, da ogni impresa. Consumatori e produttori, cittadini e istituzioni, alleanze nuove costruite sul valore della sostenibilità, un faro nel lungo viaggio del cambiamento verso un mondo più equo e un pianeta più sano.

E’ l’alba del nuovo anno è già ricco di sfide e di opportunità sul fronte climatico.

L’Europa, al primo anniversario del Green Deal europeo, ha deciso ufficialmente di tagliare del 55% le emissioni entro il 2030. I leader europei hanno trovato un accordo per affrontare la crisi climatica, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Gli Stati Uniti con Joe Biden sembrano pronti a tornare a collaborare ad interventi globali a favore del clima, con il rientro nell’Accordo di Parigi e la promessa di portare gli Stati Uniti verso l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Anche la Cina, Paese responsabile del 28% delle emissioni globali, ha annunciato la volontà a raggiungere la neutralità climatica entro il 2060.

Tutelare la salute del pianeta indirizzando gli investimenti e le linee di sviluppo è una scelta conveniente, non solo per le ricadute positive sull’ambiente e sul clima, ma anche sulla società, sull’economia e sull’incremento occupazionale.

Ne sono una dimostrazione le energie rinnovabili che si sono dimostrate immuni al Coronavirus, le uniche a crescere nel 2020. Nel passato l’industria fossile è stata sempre in grado di risollevarsi dalle crisi, ma secondo molti osservatori, questa volta non accadrà. La concorrenza delle rinnovabili potrebbe porre fine definitivamente all’era dell’industria fossile. Oggi nuova capacità elettrica rinnovabile (aggiungere nuovi impianti di generazione) costa meno di nuova capacità elettrica fossile in territori abitati da due terzi della popolazione mondiale, dove è installata l’85% della potenza e si produce il 71% del PIL globale.

Saranno dunque determinanti gli investimenti e gli indirizzi dei piani per la ripresa post pandemica, con un monito: se è vero che la crisi causata dalla pandemia sta accelerando le risposte verso la crisi climatica, è anche vero che bisognerà procedere con metodo e cautela per uscire da una crisi prevenendone un’altra, con strategie industriali e di gestione della transizione ambientale che considerino il reale stato di salute del tessuto sociale e non lascino indietro nessuno. Tutte le società, tutti i paesi, escono duramente provati da un anno segnato da una crisi sanitaria senza precedenti nella storia moderna, che ha acuito le disparità sociali.

Secondo alcuni storici, le epidemie contribuirono alla caduta dell’Impero Romano, ne indebolirono esercito, economia e istituzioni. Attorno al 165 d.C., la peste antonina fece diminuire la manodopera nei settori vitali dell’economia, con crollo della produzione, aumento dei prezzi; indebolimento degli eserciti di Marco Aurelio impegnati contro Germani e Persiani. Alcuni secoli dopo, nel 541 d.C., la peste colpì Costantinopoli e si diffuse ovunque, compromettendo la ricostruzione dell’impero di Giustiniano.

La pandemia causata dal coronavirus non ha fatto crollare imperi, ma la presunzione di poter vivere sani in un mondo malato. I settori della ricerca scientifica e della medicina, feriti negli anni da gravi tagli negli investimenti, hanno resistito stoicamente all’emergenza e raggiunto la cura: il vaccino. La Scienza e la Ricerca, sono un bene della comunità e da tutta la comunità devono essere sostenute.

La scienza e la ricerca scientifica incarnano valori democratici. La scienza è di tutti, a prescindere da qualsiasi distinzione. È trasparente, sottoposta sempre alla valutazione di terzi. La scienza è pluralista, nessuno scienziato lavora da solo. È condivisa, i risultati sono a disposizione della comunità scientifica. È progressista, lavora sempre sull’idea che il domani che sia migliore dell’oggi. Scienza e Ricerca sono un bene della comunità.

Alessia Ciarrocchi, Ricercatrice e biologa

Il 2021 potrà essere l’alba di un anno di ricostruzione e risanamento di tutte le fragilità che si sono scoperte e che non possiamo più ignorare. Ciò avverrà solo accettando che la sostenibilità delle nostre scelte e azioni sia il valore guida del nostro cammino.

 

Vertici 2021 

  • 21 maggio 2021: Global Health Summit, Roma.
  • 5-6 settembre 2021: G20, Roma.
  • 28 settembre al 2 ottobre 2021: Pre-Cop 26, Milano.
  • 1 al 12 novembre 2021: con doppia presidenza italo-britannica delle Nazioni Unite per i negoziati sul clima COP26Glasgow. 

 

Elisabetta Ruffolo

Nata a Milano, classe 1989. E' responsabile di produzione e coordinatrice delle attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico di Meteo Expert. E' responsabile editoriale dei contenuti di IconaClima. Studia Gestione e Comunicazione della sostenibilità all'Alta scuola per l'Ambiente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove sta sviluppando un paper scientifico sulla Sostenibilità del Giornalismo. E' iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Laureata in Economia & Management Pubblico presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano, ha concluso il suo percorso accademico con un elaborato in diritto dell'economia su "La normativa europea sull'equity crowdfunding: problemi e prospettive".

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