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Patagonia in fiamme, un’altra tragica estate per i boschi argentini

In Patagonia un'altra estate segnata da gravi incendi boschivi sta devastando boschi nativi, comunità locali e biodiversità, aggravando la crisi climatica e la perdita di ecosistemi unici al mondo.

Un’altra estate di fuoco sta colpendo la Patagonia argentina, dove vasti incendi stanno distruggendo migliaia di ettari di foreste native e aree di alto valore ecologico. Secondo le informazioni diffuse dalle organizzazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace Argentina, la stagione secca, le alte temperature e la prolungata siccità in Patagonia hanno reso i boschi estremamente vulnerabili, trasformando molte aree in un unico fronte di fuoco difficile da contenere. Le fiamme stanno cancellando habitat essenziali per fauna e flora e minacciando città, villaggi e attività economiche legate al turismo e all’agricoltura.

Gli ultimi incendi forestali in Patagonia si inseriscono in una sequenza di stagioni sempre più critiche, con roghi che avanzano su pendii montani, vallate e zone di boschi andini patagonici. L’azione combinata di ondate di calore, vento intenso e assenza di piogge ha favorito la propagazione delle fiamme per giorni, rendendo complesso il lavoro delle squadre di emergenza e dei volontari che operano sul terreno. Le immagini e le testimonianze raccolte mostrano intere colline annerite, tronchi secolari trasformati in cenere e cieli coperti da un denso fumo che compromette la qualità dell’aria anche a grande distanza dai fronti attivi.

La crisi dei boschi nativi della Patagonia

boschi nativi della Patagonia rappresentano uno degli ecosistemi più importanti dell’Argentina, con specie emblematiche come i faggi australi, i coihue e gli alerci, alcuni dei quali raggiungono età di migliaia di anni. Gli incendi nei boschi patagonici non provocano solo la perdita di alberi, ma compromettono l’intera struttura degli ecosistemi: suoli impoveriti, corsi d’acqua carichi di cenere, fauna selvatica costretta a fuggire o destinata a morire intrappolata dalle fiamme. La distruzione di questi ecosistemi forestali patagonici riduce anche la capacità di assorbimento di anidride carbonica, contribuendo all’aggravarsi della crisi climatica globale.

Cause umane e cambiamento climatico

Le analisi delle ultime stagioni mostrano come una parte rilevante degli incendi boschivi in Argentina sia collegata a cause umane, volontarie o per negligenza, in combinazione con condizioni meteorologiche sempre più estreme. Pratiche come l’incendio di sterpaglie, uso improprio del fuoco in aree rurali o attività speculative legate alla conversione dei suoli svolgono un ruolo chiave. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico in corso sta rendendo più frequenti e intensi i periodi di caldo anomalo e scarse precipitazioni, creando un contesto favorevole alla propagazione dei roghi. In Patagonia, questa combinazione di fattori sta trasformando l’estate in una stagione ad altissimo rischio per i paesaggi forestali.

Comunità locali, turismo e biodiversità sotto pressione

Le comunità della regione, comprese le popolazioni indigene e i piccoli produttori rurali, stanno subendo pesanti conseguenze dai grandi incendi patagonici. Case, infrastrutture, pascoli e coltivazioni vengono danneggiati o distrutti, mentre il turismo legato ai parchi nazionali risente della chiusura di sentieri, aree protette e strutture ricettive. La perdita di attrattive naturali, come laghi circondati da foreste intatte o boschi vetusti, incide sull’economia locale e sulla qualità della vita degli abitanti. A pagare il prezzo più alto, tuttavia, è la biodiversità: uccelli, mammiferi, insetti e specie endemiche faticano a trovare rifugi sicuri in un territorio frammentato e ripetutamente colpito dal fuoco.

La richiesta di Greenpeace per la protezione dei boschi patagonici

Di fronte a “un’altra estate tragica”, Greenpeace e altre organizzazioni ambientaliste chiedono un rafforzamento delle politiche pubbliche per la tutela dei boschi della Patagonia argentina. Tra le priorità rientrano il potenziamento dei sistemi di allerta e prevenzione degli incendi nelle foreste patagoniche, l’aumento delle risorse per il personale antincendio, la protezione effettiva delle aree naturali e il contrasto al disboscamento e all’uso insostenibile del suolo. La difesa dei boschi patagonici viene presentata come una componente essenziale nella lotta alla crisi climatica e per la salvaguardia di un patrimonio naturale unico, che non può permettersi altre estati segnati dalle fiamme.

Elisabetta Ruffolo

Elisabetta Ruffolo (Milano, 1989) produttrice Tv e Giornalista. Approda a Meteo Expert nel 2016 dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico sulle reti Mediaset. Laureata in Public Management presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Milano. Ha frequentato l’Alta scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il Master in Comunicazione e gestione della sostenibilità.

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