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Luglio 2026 è stato il più caldo mai registrato in Italia dal 1950. I dati Copernicus

La terza estrema ondata di calore e la prima parte della quarta hanno spinto il nostro Paese oltre i confini della sua storia climatica recente: infranti i record della temperatura dell’aria e del mare del 2022.

Caldo, troppo caldo, caldo estremo sulla terraferma e in mare, per periodi di tempo che sembrano infiniti. Ondate di calore talmente lunghe e ravvicinate che quasi non si riesce a percepirne l’inizio e la fine. Ghiacciai che perdono la memoria storica del clima e dell’ambiente che custodiscono, trasformandosi sempre più rapidamente in acqua. Temporali violenti, a volte distruttivi, non sempre in grado di colmare il deficit delle precipitazioni e scongiurare il rischio della siccità, o di contrastare gli incendi boschivi. E’ il volto dell’estate ai tempi della crisi climatica, ben riconoscibile, anche con tratti forti, nel nostro Paese.

L’Italia ha appena vissuto il luglio più caldo della sua storia climatica recente: la temperatura media mensile dell’aria sulla terraferma e quella delle acque superficiali dei mari che bagnano le nostre coste hanno raggiunto valori mai registrati dalla metà del secolo scorso, superiori a quelli dello storico luglio del 2022. I frequenti temporali di calore e i temporali associati al passaggio delle perturbazioni sono stati molto intensi, spesso accompagnati da grandine di dimensioni eccezionali, nubifragi e alluvioni lampo. Tuttavia, il mese di luglio si è chiuso con un deficit di pioggia a livello nazionale e condizioni di siccità al Nordovest e in tutto il bacino del Po.
Questo, ed altro, e’ quanto emerge dall’analisi dei dati mensili storici di ERA5 ed ERA5-Land, la quinta e più recente generazione delle rianalisi climatiche sviluppate dal Copernicus Climate Change Service dell’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (C3S/ECMWF) nell’ambito del programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra Copernicus.

Temperatura a 2 metri dal suolo: +2,86 °C (record)

Dopo le ondate di calore estreme che hanno investito gran parte dell’Europa e dell’Italia nell’ultima decade di maggio e nella seconda metà di giugno, nel mese di luglio il nostro Paese ha dovuto sopportare la terza intensa e prolungata ondata, particolarmente severa e persistente in Sicilia e in Sardegna, e l’avvio della quarta, iniziata il giorno 29.
A livello nazionale, la temperatura media mensile a due metri dal suolo ha raggiunto il valore record di 24,96°C, ben 2,86°C in più rispetto alla media del trentennio 1991-2020, 0,23°C e 0,25°C in più rispetto ai due precedenti record, rispettivamente del luglio 2022 e del luglio 2015.

Anomalie della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) di ogni mese di luglio dal 1950 al 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

La distribuzione delle anomalie sul territorio italiano evidenzia quanto le temperature medie si siano portate su valori ampiamente al di sopra del valore climatologico in tutto il Paese, sia nel luglio 2026, sia nel luglio 2022. In particolare, quest’anno quasi tutto il Nordovest e l’intero settore tirrenico hanno sperimentato anomalie superiori a 3 gradi, con punte comprese fra 4 e 5 gradi nella Pianura Padana occidentale e nelle zone interne della Sardegna. Quest’ultima ha registrato un’anomalia media regionale di 3,75°C, record per il mese di luglio e secondo record assoluto dopo quello del giugno 2022 (+4,05°C). Il Nordest, le regioni del Medio e Basso Adriatico ed il settore ionico hanno sperimentato anomalie termiche meno severe.

Anomalie da inizio anno della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) rispetto al trentennio 1991-2020. Esempio: il dato di luglio 2026 è l’anomalia del periodo gennaio-luglio 2026. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF, elaborazioni Meteo Expert.

Le potenti e durature ondate di calore che hanno colpito l’Italia a partire dall’ultima decade di maggio hanno contribuito a spingere la temperatura media nazionale dei primi sette mesi del 2026 in vetta alla classifica delle temperature gennaio-luglio più elevate degli ultimi 77 anni. Con un’anomalia da inizio anno di +1,92°C, il 2026 si conferma, per ora, il più caldo della serie storica, seguito dal 2024 (anomalia gennaio-luglio +1,76°C) e dal 2025 (anomalia gennaio-luglio +1,52°C).

Anomalie da inizio anno della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) rispetto al trentennio 1991-2020. Esempio: il dato di luglio 2026 è l’anomalia del periodo gennaio-luglio 2026. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF, elaborazioni Meteo Expert.

Altezza zero termico: fino a + 500 metri sulle Alpi occidentali

Gli effetti dell’intenso promontorio anticiclonico a lungo bloccato sull’area mediterranea e l’Europa centrale sono ben evidenti anche in quota. Su gran parte del Centro Nord dell’Italia lo zero termico si è posizionato da 300 a 500 metri al di sopra della quota normale per il periodo, con anomalie più marcate sul Piemonte e sulla Valle d’Aosta. Sulle Alpi occidentali ha raggiunto una quota media compresa fra 4300 e 4600 metri, quasi mezzo chilometro oltre il valore climatologico, con conseguenze devastanti per i ghiacciai e il permafrost.

Altezza media dello zero termico di luglio 2026 (m) e anomalia rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert

Temperatura della superficie del mare: +2,6 °C (record)

Il Mediterraneo è bollente. In luglio, la temperatura delle acque superficiali dei bacini che circondano l’Italia (36-47°N, 6-20°E) ha raggiunto il valore medio di 27,35C°, registrando un’anomalia di +2,60°C rispetto alla media climatologica 1991-2020. Si tratta della temperatura più elevata mai sperimentata da questo settore del Mare Nostrum dalla metà del secolo scorso, nettamente superiore a quella dei record storici ormai infranti del 2022 (+2,09°C) e del 2015 (+1,99°C): un danno enorme per l’ambiente marino e un rischio più elevato di fenomeni meteorologici particolarmente intensi.

Anomalie della temperatura dello strato superficiale dei mari compresi nell’area 36-47°N e 6-20°E (°C) di ogni mese di luglio dal 1950 al 2026, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Come nel 2022, anche quest’anno i picchi termici più significativi si sono registrati nei mari di Ponente. Nel Mar Ligure, nell’Alto Tirreno e intorno alla Sardegna, nel luglio 2026 le temperature hanno superato la media stagionale di oltre 3,5°C, con anomalie localmente superiori a 4°C. L’Adriatico e lo Ionio hanno accumulato un minor surplus di calore, registrando tuttavia anomalie non inferiori a +1,5°C.

Anomalia della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) di luglio 2026 e luglio 2022, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Come la temperatura dell’aria sulla terraferma, anche la temperatura dello strato superficiale del mare dei primi sette mesi del 2026 ha raggiunto un valore record, registrando un’anomalia da inizio anno di 1,40°C.

Precipitazioni: -19 %

Tra supercelle e sistemi temporaleschi multicellulari, le piogge sull’Italia non sono mancate, spesso sotto forma di nubifragi, a volte accompagnate da grandine di dimensioni eccezionali. Eppure, con quasi il 20% di pioggia in meno rispetto alla media climatologica del trentennio 1991-2020, luglio 2026 è stato il diciottesimo più secco dalla metà del secolo scorso.

Anomalie delle precipitazioni (%) di ogni mese di luglio dal 1950 al 2026, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Il dato medio negativo a livello nazionale è il risultato di un pronunciato e diffuso deficit di pioggia al Nordovest, in parte del Trentino Alto Adige, del Triveneto, del Sud peninsulare e del Molise, zone in cui localmente è caduta meno della metà della pioggia attesa nel mese di luglio, e di un surplus a “macchie di leopardo”, molto accentuato in Emilia Romagna e, soprattutto, in Sicilia. Il settore tirrenico dell’Isola ha ricevuto localmente oltre quattro volte il quantitativo di pioggia normale per il periodo, contribuendo a collocare l’intera regione all’undicesimo posto del ranking dei mesi di luglio più umidi.

Anomalia delle precipitazioni (%) di luglio 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Il deficit pluviometrico e le temperature sensibilmente sopra la media per lunghi periodi hanno determinato condizioni di siccità in diverse parti del territorio — con particolare incidenza al Nordovest e in tutto il bacino del Po — e hanno agevolato la propagazione degli incendi boschivi in tutto il Paese, da Nord a Sud.
Come si concluderà l’estate 2026? Supereremo il record di caldo del 2003? Non ci resta che attendere i dati di questo rovente agosto.

Laura Bertolani

Laureata in Scienze Naturali, nel 1997 è entrata a far parte del team di meteorologi di Meteo Expert. Fino al 2012, all’attività operativa ha affiancato attività di ricerca, occupandosi dell’analisi della performance dei modelli di previsione. Attualmente si dedica a quest’ultima attività, ampliata implementando un metodo di valutazione dell’abilità dei modelli a prevedere dodici configurazioni della circolazione atmosferica sull’Italia, identificate per mezzo di una rete neurale artificiale.

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