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Australia: impennata dei prezzi della verdura. Ma la causa non è soltanto il coronavirus

La gravissima siccità e i devastanti incendi delle ultime settimane hanno sconvolto il mercato

Prezzi degli ortaggi alle stelle. Costi simili, dicono i consumatori, non si erano mai visti prima. Siamo in Australia. La causa, tuttavia, non è da imputare soltanto al coronaviurs. Vi è, anzi, una concomitanza di concause, che affondano le loro radici soprattutto nelle vicende climatiche e ambientali (a partire da una siccità senza precedenti e dai devastanti incendi) di cui l’Australia è stata purtroppo protagonista negli ultimi mesi. Per farsi un’idea, basti pensare che, in questi giorni, un chilogrammo di broccoli viene venduto a più di undici euro; oltre otto euro per un mazzo di sedano fresco. La popolazione, attonita, accusa i grandi distributori e i rivenditori di non avere scrupoli di fronte al profitto, cavalcando impietosamente il durissimo periodo di crisi globale. La grande distribuzione, dal canto suo, risponde che non é così.

A far sentire la sua voce è soprattutto AusVeg, colosso della distribuzione di ortaggi, che afferma come la colpa di questo aumento spropositato dei prezzi sia da imputare interamente agli incendi e alla siccità che hanno attanagliato il continente australiano per moltissime settimane. A questo, naturalmente, si sommano poi gli effetti diretti del coronavirus. Rod Sims, presidente dell’Australian Competition & Consumer Commission, soltanto pochi giorni fa diceva: “Gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari sono da attribuire anche ad acquisti dettati da un panico non motivato. I supermercati australiani hanno sperimentato una domanda senza precedenti di generi alimentari nelle ultime settimane, sia nei negozi che online: il che ha portato alla carenza di alcuni prodotti e all’interruzione dei servizi di consegna”.

Per soddisfare questa domanda– gli fa eco Shaun Linghe, responsabile della comunicazione di AusVegi coltivatori e i rivenditori hanno lavorato per cercare di mantenere l’offerta sugli scaffali dei supermercati: di conseguenza, alcuni costi di produzione in termini di manodopera e trasporto sono aumentati. C’è da dire, tuttavia, che già a gennaio, ben prima che la nuova crisi del coronavirus colpisse le coste australiane e modificasse il comportamento dei consumatori, i coltivatori avvertirono un aumento del 50% dei prezzi delle verdure. Oggi, poi, la carenza di offerta coincide con un picco della domanda”. Se la domanda di frutta e verdura schizza alle stelle, quella di pesce fresco e di frutti di mare cola a picco: e con essa, anche il relativo prezzo. Colpa, tra il resto, della chiusura di molti locali e ristoranti. Nelle ultime settimane il prezzo dell’aragosta è dimezzato; granchi e tonno pinna gialla non sono mai stati economici come adesso. Uno sconvolgimento non soltanto del mercato, ma anche delle abitudini alimentari degli australiani. Uno stravolgimento che, come la maggior parte delle volte accade, affonda, tra il resto, le sue radici nella disastrosa situazione climatica e ambientale che si trova a vivere il nostro Pianeta.

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Anna Maria Girelli Consolaro

Giornalista e conduttrice televisiva, Anna Maria dal febbraio 2010 lavora per Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995). Sin dall’infanzia è profondamente interessata e attratta da tutto quel che riguarda la natura e l’ambiente. Per questo, tra le sue grandi passioni, ci sono gli sport all’aria aperta e i viaggi. La sua attività giornalistica è sempre stata dedicata al settore delle eccellenze italiane e, su questo tema, ha condotto oltre 20 trasmissioni televisive, di cui è stata anche autrice. Moderatrice di convegni e conduttrice di eventi, per circa dieci anni Anna Maria ha scritto sulle pagine venete del Corriere della Sera.

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