Tipi di circolazione sull'Italia

Scirocco

Conoscere la circolazione atmosferica sull'Italia. La rubrica a cura di Laura Bertolani e Giovanni Dipierro

Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull’Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.

Analizziamo l’ottavo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato “Scirocco”. In un anno, è presente mediamente nell’ 8,6% dei giorni (vedi istogramma). E’ frequente nelle stagioni intermedie e raro d’estate; se il vento che porta il suo nome è sufficientemente intenso e la Luna è piena, provoca il fenomeno dell’acqua alta a Venezia.

A volte, specie tra l’autunno e l’inverno, TC8 “Scirocco” è preceduto da TC12 “Depressione Iberica” ed evolve in TC4 “Depressione Ligure”. Si tratta di una evoluzione che porta forte maltempo dapprima solo al Nordovest (con TC12 – Depressione Iberica), e poi su tutto il Nord e il Centro. Le grandi alluvioni al Nord (specie tra Piemonte e Liguria), tipiche dell’autunno inoltrato, coincidono sempre con la presenza di TC8 – Scirocco e/o TC4 – Depressione Ligure.

Il grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni mostra un leggero aumento della presenza di TC8 – Scirocco d’estate e, soprattutto, in autunno. Questo tipo di circolazione, quasi assente nel 2017,  è stato il  protagonista del 2018 (non mostrato):  dopo una già anomala presenza in inverno, ha dominato la circolazione atmosferica con straordinaria persistenza durante la primavera e il mese di giugno, per poi ripresentarsi con pieno vigore in autunno, soprattutto durante le fasi di maltempo estremo che hanno colpito l’Italia a cavallo di ottobre e novembre.

Le configurazioni dei campi termodinamici di questa circolazione mostrano caratteristiche sinottiche similari a quelle di TC12 – Depressione Iberica. Per una loro descrizione si rimanda quindi alla scheda specifica di TC12. Di seguito verranno pertanto evidenziati solo gli elementi che le distinguono.

Circolazione al livello del mare: pressione s.l.m.

L’area depressionaria è più orientale, in particolare nel posizionamento del minimo secondario che mediamente è centrato in prossimità delle Baleari ed estende la sua influenza verso le nostre regioni del Centro e del Nordest. Concordemente, l’area anticiclonica mantiene il suo massimo principale centrato sulla penisola balcanica, ma limita la sua sfera di influenza solo a parte del Meridione. La maggiore vicinanza delle depressione si riflette in una ventilazione meridionale più diffusa e intensa su tutti i nostri mari. Le aree sciroccali comprendono anche l’Adriatico e i mari meridionali mentre intorno alla Sardegna cominciano a prevalere venti da sud-sudovest.

Circolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)

Anche in quota la configurazione delle correnti è similare a quella di TC12- Depressione Iberica,  ma traslata verso oriente. L’area con il flusso a curvatura ciclonica arriva a conglobare tutto il Centronord e la Sardegna mentre l’asse del promontorio anticiclonico, sempre leggermente inclinato con direttrice sudovest-nordest, attraversa lo Ionio per poi puntare verso il settore orientale della Polonia.

Temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri  s.l.m.)

L’estensione dell’aria più calda proveniente dal Nord Africa, coerentemente a un cuore più orientale del flusso sud-occidentale, è più marcata in direzione del Meridione, dello Ionio e del basso Adriatico e un po’ meno evidente sulla Sardegna. Permangono al Sud e nelle Isole Maggiori le condizioni per registrare temperature oltre le medie stagionali, ma con i picchi più frequenti su Calabria e Sicilia, specie nel versante tirrenico delle due regioni, dove può sommarsi anche l’effetto dello Scirocco. Insiste una bolla di aria più fresca al Nord, specie sulle pianure del Nordovest, mentre i valori leggermente più elevati sui versanti esteri delle Alpi sono per lo più concentrati tra Austria e Baviera. Più a ovest infatti decadono le condizioni per un effetto favonico esteso.

Umidità specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)

Anche in questo caso il baricentro dell’area più umida ha una posizione più orientale. In un contesto “italiano” ciò si traduce in nuvole più importanti e consistenti anche al Nordest, al Centro e in Sardegna e in condizioni mediamente meno favorevoli alle schiarite anche al Sud.

Distribuzione delle precipitazioni sull’Italia

In coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:

  • In primavera ed estate: precipitazioni anche abbondanti al Nordovest, meno intense o frequenti su Trentino Alto Adige, Friuli, entroterra veneto, Emilia e Toscana. In primavera occasionali episodi nell’interno del Sud peninsulare.
  • In autunno e inverno: precipitazioni sempre abbondanti e rischio di episodi di forte intensità al Nordovest. Aumenta il rischio di precipitazioni significative anche su Toscana, Sardegna e Triveneto. Coinvolgimento in inverno anche delle Marche, dell’Umbria e del Lazio, in autunno anche della Calabria e della Sicilia orientale, in forma minore del resto del Centrosud.

Le figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall’estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l’immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC8 – Scirocco (2 ottobre 2020, poche ore prima dell’innalzamento delle paratoie del MOSE, per contrastare l’acqua alta a Venezia).

copyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office

 

Laura Bertolani

Laureata in Scienze Naturali, nel 1997 è entrata a far parte del team di meteorologi di Meteo Expert. Fino al 2012, all’attività operativa ha affiancato attività di ricerca, occupandosi dell’analisi della performance dei modelli di previsione. Attualmente si dedica a quest’ultima attività, ampliata implementando un metodo di valutazione dell’abilità dei modelli a prevedere dodici configurazioni della circolazione atmosferica sull’Italia, identificate per mezzo di una rete neurale artificiale.

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