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Squali a rischio estinzione. La “Shark Week” dal 1988 punta a sensibilizzare l’opinione pubblica

Dal 1972 sono diminuiti di oltre il 70%: più di 100 milioni ne vengono uccisi ogni anno dall'uomo

Gli squali sono sempre stati tra i protagonisti cattivi più gettonati nei film hollywoodiani; negli ultimi decenni però sono gli esseri umani a creare seri problemi a questa specie portandoli a un reale rischio di estinzione. Esistono più di 500 varietà di squali che si differenziano per forme e misure; le dimensioni spaziano da quelle del minuscolo squalo lanterna nano, una specie che vive in profondità e che misura soltanto 17-20 cm a quelle dello squalo balena, il pesce più grande di tutti in virtù della propria lunghezza variabile da 12 a 18 m. Pesca eccessiva, shark finning (una pratica particolarmente crudele che sebbene sia stata vietata in diversi paesi, persiste e consiste nella rimozione delle pinne mentre l’animale è spesso ancora vivo; dopo essere stati pescati e spinnati, vengono rigettati in mare ma incapaci di nuotare in modo efficace sprofondano nei fondali marini e muoiono per soffocamento, dissanguamento o vengono mangiati da altri predatori) e catture accessorie (quando finiscono nelle reti in maniera accidentale) sono responsabili dell’uccisione di oltre 100 milioni di squali ogni anno.

Foto di PIRO da Pixabay

Si tratta di una cifra allarmante considerando che alcune specie hanno un ciclo riproduttivo lento, per cui le loro popolazioni richiedono molto tempo per riprendersi. Secondo gli ultimi dati dell’Ifaw (International Fund for Animal Welfare) un’organizzazione no-profit globale che punta a proteggere gli habitat naturali, più del 50% delle specie di squali è minacciato o quasi minacciato di estinzione e gli squali pelagici (quelli che si trovano in alto mare) sono diminuiti di oltre il 70% in soli 50 anni. Sono 81 le specie di squalo a rischio inserite nella Lista Rossa della Iucn (Unione mondiale per la conservazione della natura): 13 in pericolo critico, 21 in pericolo e 47 vulnerabili.

Foto di Mark da Pixabay

Per sensibilizzare l’opinione pubblica l’ONU ha deciso di celebrare ogni 14 luglio la Giornata mondiale degli Squali e nel 1988 Discovery Channel ha istituito la Shark Week che quest’anno ha festeggiato il suo 34esimo compleanno, diventando negli anni uno degli eventi più attesi dell’intera stagione televisiva americana, con uno share di circa 30 milioni di spettatori ogni anno. All’inizio non si puntava tanto alla tutela dello squalo ma alle esigenze televisive: il canale stava cercando un modo per attirare spettatori durante la stagione estiva, storicamente debole in termini di ascolti. Decise così di mandare in onda per un’intera settimana programmi, documentari, film e serie TV dedicate esclusivamente agli squali. Il successo fu tale che il canale ripeté l’esperimento l’anno dopo.

 

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Quest’anno la programmazione è andata in onda dal 24 al 30 luglio e a dimostrazione di quanto l’evento sia cresciuto in termini di popolarità, il presentatore della settimana è stato Dwayne Johnson, attore, produttore cinematografico e wrestler statunitense. Negli anni lo scopo della Shark Week ha puntato a sensibilizzare le persone sull’importanza e il rispetto di questi animali, più che sull’intrattenimento. L’Italia è uno dei maggiori mercati al mondo per il consumo di carne di squalo. Molto spesso si tratta di vere e proprie frodi alimentari, perché nemmeno i consumatori sono consapevoli di mangiare carne di squalo. In particolare, sono tre le principali cause di frode alimentare: la commercializzazione scorretta di specie commerciabili per aumentarne il prezzo (ad esempio la verdesca venduta come pesce spada); specie protette illegalmente vendute sul mercato o specie protette vendute involontariamente, a causa di una non corretta identificazione.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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