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Tutela dell’ambiente in Costituzione: quanto ne sanno gli italiani?

Due anni con la legge costituzionale n. 1 dell’11 febbraio 2022 la tutela dell'ambiente e della natura entrava ufficialmente a far parte della Costituzione italiana: la percentuale dei cittadini che ne sono al corrente aumenta rispetto allo scorso anno

La tutela dell’ambiente nel 2022 è ufficialmente entrata in Costituzione. Ma quanti italiani ne sono al corrente? A questa domanda ha risposto il WWF con un sondaggio commissionato a EMG Different che ha realizzato 800 interviste online a un campione di italiani dai 18 ai 70 anni, rappresentativo della popolazione per età, aree geografiche e ampiezza dei comuni italiani.

La tutela dell’ambiente e della natura in Costituzione: la riforma di due anni fa

Come detto, la tutela dell’ambiente e della natura due anni fa entrava ufficialmente in Costituzione con la legge costituzionale n. 1 dell’11 febbraio 2022. Con il voto perlopiù unanime del Parlamento – in vari passaggi il gruppo di Fratelli d’Italia si astenne -, sono stati riformati l’art. 9 e l’art. 41 della Costituzione.

Nell’art. 9 fu inserita, tra i principi fondamentali della Costituzione, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, richiamando la necessità di proteggere gli animali attraverso le leggi dello Stato. Nell’art. 41 fu sancito il principio che l’iniziativa economica privata, pur essendo libera, non può recare danno all’ambiente e che l’attività economica, sia pubblica che privata, deve essere indirizzata e coordinata anche ai fini ambientali. Ma quanto ne sanno i cittadini e quanto ritengono importante questa tutela costituzionale dell’ambiente e della natura?

Il 28% degli italiani ha dichiarato di essere al corrente della riforma costituzionale: una percentuale non elevata ma confortante paragonata a quella dello scorso anno

Dunque, nel sondaggio del WWF, solo il 28% degli italiani ha dichiarato di conoscere la riforma costituzionale del 2022. Una percentuale sicuramente non elevata ma che in ogni caso è raddoppiata rispetto a quella dello scorso anno (14%). Questo testimonia il crescente interesse dei cittadini verso le tematiche ambientali, in linea con ciò che succede anche nel resto d’Europa. Il dato sale al 33% tra coloro che hanno un’istruzione superiore.

Una stessa percentuale di italiani, 28%, dichiara di sapere che la tutela costituzionale dell’ambiente è stata fatta soprattutto in ottica delle future generazioni. I giovani, come spesso accade, non ricevono molte attenzioni dalla società, nonostante siano proprio loro quelli maggiormente esposti alle conseguenze della crisi climatica e ambientale. Nonché al continuo procrastinare delle generazioni precedenti.

Gli italiani apprezzano molto la riforma: percentuale elevata

Elevata la percentuale degli italiani che affermano di apprezzare molto la riforma in tema di ambiente: il 72% degli intervistati lo giudica molto positivamente o positivamente e solo il 6% lo ritiene negativo o molto negativo, mentre il 22% non risponde. Ancora più alta la percentuale dei cittadini d’accordo con il fatto che l’iniziativa economica, seppur libera, non debba arrecare danno all’ambiente e alla salute: lo dichiara l’88% degli intervistati (42% molto d’accordo e 46% abbastanza d’accordo) che diventa, significativamente, il 94% nel Nord Est, ovvero dove si trovano le aree più industrializzate del Paese.

L’84% degli intervistati si dichiara molto/abbastanza d’accordo sul fatto che la tutela del patrimonio ambientale del nostro Paese sia garantita dallo Stato, confermando così indirettamente che la tutela degli ecosistemi debba essere omogenea su tutto il territorio e non frammentata secondo il disegno dell’autonomia differenziata.

In sostanza: il tema ambiente è di grande interesse tra gli italiani, ma la consapevolezza di ciò che sta accadendo è ancora bassa

Il quadro generale ci dice che il tema ambientale suscita un grande interesse tra gli italiani, che sono in larghissima parte d’accordo con la sua tutela e con il concetto che l’attività economica non debba distruggere l’enorme capitale naturale di un Paese come l’Italia. Allo stesso tempo, la conoscenza di ciò che accade nel nostro Paese è ancora troppo bassa, segno che bisogna lavorare per accrescere consapevolezza e informazione in tema ambientale. Come? Attraverso i gruppi ambientalisti, naturalmente, ma anche e soprattutto attraverso l’iniziativa politica, culturale, dell’Università e della Ricerca e dei mass media.

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Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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