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Una persona su tre al mondo è senza acqua potabile: i 10 punti del rapporto Unicef

Allarmano i dati del Rapporto "Progress on drinking water" presentati da Unicef ed OMS

L’accesso all’acqua potabile sicura continua a rimanere un miraggio per una persona su tre nel mondo. Lo rivela il nuovo rapporto Progress on drinking water presentato oggi da Unicef e OMS. Più della metà degli abitanti del Pianeta inoltre non ha accesso a servizi igienico-sanitari sicuri. L’accesso all’acqua è importante, ma lo sono anche la sicurezza e la pulizia.
Circa 2,2 miliardi di persone dunque non dispongono di servizi per l’acqua potabile, mentre 4,2 miliardi non hanno la possibilità di utilizzare servizi igienici sicuri. Anche il semplice gesto di lavarsi le mani in casa con il sapone risulta praticamente impossibile per 3 miliardi di persone. Dal 2000 in poi, secondo Unicef e OMS, sono stati fatti comunque dei progressi per l’accesso universale all’acqua, ma restano grandi differenze e disuguaglianze nel mondo.

Crediti: UNICEF

Senza acqua, si sa, non è possibile la vita. Ma la questione fondamentale per tutti è che l’acqua sia sicura.
Altri fattori essenziali sono la disponibilità di servizi igienici di base e la pulizia con acqua e sapone per evitare la propagazione di malattie.

Ecco quali sono le 10 maggiori urgenze relative a questo elemento fondamentale per l’umanità intera.

  • C’è una crisi idrica e sta accadendo ora;
    2,2 miliardi di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile.
  • L’acqua non deve essere solo pulita, deve essere “sicura”;
    Acqua sicura significa avere acqua disponibile in casa, ogni volta che è necessario e libera da contaminazioni.
  • Senza condizioni igieniche sicure, le malattie si diffondono rapidamente;
    4,2 miliardi di persone – più della metà del mondo – non hanno accesso a servizi igienici sicuri
  • La defecazione all’aperto è uno dei segni più chiari di disuguaglianza;
    673 milioni di persone praticano la defecazione all’aperto, sul ciglio della strada, nei campi o nei cespugli.
  • I bambini sono maggiormente a rischio;
    Ogni giorno oltre 700 bambini muoiono per diarrea legata all’acqua non potabile, ai servizi igienici e all’igiene.
  • I bambini nascono in condizioni igieniche precarie;
    Nei Paesi meno sviluppati del mondo, 17 milioni di donne partoriscono con acqua inadeguata ed elevato rischio di infezioni, malattia e morte.
  • Prevenire le malattie non è così facile come dovrebbe essere;
    Lavarsi le mani con acqua e sapone è uno dei modi più semplici ed efficaci per prevenire la diffusione delle malattie. Ma 3 miliardi di persone non hanno ancora a casa la possibilità di lavarsi in questo modo. Si tratta di più di un terzo della popolazione mondiale.
  • Il cambiamento climatico sta peggiorando;
    Il clima che cambia sta distruggendo, asciugando e contaminando le fonti d’acqua. Entro il 2040, 600 milioni di bambini vivranno in aree di stress idrico, a meno che non agiamo ora.
  • Le popolazioni rurali sono le più svantaggiate;
    8 persone su 10 senza acqua potabile di base vivono in zone rurali. 7 persone su 10 che non hanno servizi igienico-sanitari di base vivono in zone rurali. 9 persone su 10 che praticano la defecazione all’aperto vivono in aree rurali.
  • Dobbiamo fare di più.
    Il mondo non è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile: accesso a acqua sicura, servizi igienici e igiene per tutti. L’Unicef chiede maggiore impegno politico e maggiori finanziamenti per migliorare l’accesso delle famiglie all’acqua, ai servizi igienici e all’igiene, indirizzando le comunità più a rischio.
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Judith Jaquet

Mi sono laureata con lode in Letterature straniere, indirizzo in Scienze della Comunicazione, con una Tesi in Linguistica generale, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia (Albo dei professionisti) dal 2008, dopo aver frequentato il Master in Giornalismo Campus Multimedia dello Iulm. Lavoro nella redazione di Meteo Expert dal 2011 e mi occupo della gestione dei contenuti editoriali sul web e sui social network. Conduco le rubriche di previsioni meteo in onda sui canali Mediaset e sulle principali radio nazionali.

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